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Ven. Gen 23rd, 2026

Spreco alimentare. In Italia il modello virtuoso parte dalle mense scolastiche

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La lotta allo spreco alimentare entra ufficialmente nel quadro normativo europeo. Con la nuova direttiva che modifica la 2008/98/Ce, l’Unione europea introduce per la prima volta obiettivi giuridicamente vincolanti da raggiungere entro il 2030: ridurre del 30% lo spreco generato da famiglie, ristorazione e commercio al dettaglio e del 10% quello proveniente da industria e trasformazione.

A partire dal 2026, tutti gli Stati membri dovranno adottare misure concrete per rispettare questi target, in risposta a un’emergenza che oggi riguarda circa un decimo del cibo disponibile in Europa, con un costo superiore a 130 miliardi di euro l’anno e 37 milioni di cittadini impossibilitati a permettersi un pasto di qualità ogni due giorni.

Italia, laboratorio di innovazione contro lo spreco

Mentre Bruxelles definisce il quadro normativo, in Italia c’è già chi ha trasformato la lotta allo spreco alimentare in un modello concreto. La società benefit lombarda PlanEat, fondata nel 2020 dal fisico Nicola Lamberti, ha sviluppato soluzioni innovative basate sulla pianificazione dei pasti e sull’uso della tecnologia digitale per misurare, monitorare e prevenire le eccedenze. L’occasione per testare questa strategia è arrivata con un progetto pilota realizzato nella mensa scolastica di una scuola in provincia di Pavia, in vista della Giornata mondiale contro lo spreco alimentare del 29 settembre.

Grazie a una pianificazione accurata e al coinvolgimento diretto di genitori e studenti, è stato prodotto in media il 20% in meno di cibo e si è registrato un calo fino al 50% degli sprechi in sala. Un risultato significativo se si considera che, nel nostro Paese, lo spreco medio nelle mense scolastiche varia dai 33 ai 160 grammi per studente a pasto, pari al 15–30% del servito, mentre circa il 15% del cibo cucinato non arriva mai in sala. In Europa la situazione non è migliore: in Spagna gli alunni delle scuole primarie sprecano tra 40 e 100 grammi a pasto (12 milioni di chili l’anno), in Svezia tra 23 e 39 grammi e nel Regno Unito tra 9 e 17 grammi.

Il progetto MenSana: una “rivoluzione gentile” nelle mense scolastiche

Il progetto MenSana, sviluppato da PlanEat e sostenuto da un bando PNRR promosso da OnFoods, rappresenta un modello innovativo per la ristorazione scolastica. Coordinato dall’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia e realizzato in collaborazione con la cooperativa La Rosa dei Venti, il progetto ha coinvolto la scuola dell’infanzia e primaria di Borgarello (PV) introducendo un nuovo sistema di scelta dei pasti attraverso la piattaforma PlanEat Scuola.

Ogni giorno i genitori potevano selezionare per i propri figli tra due primi, due secondi e due contorni nutrizionalmente equivalenti. Questa semplice possibilità di scelta ha reso i bambini più propensi a consumare anche alimenti normalmente rifiutati. Inoltre, un sistema di monitoraggio con bilancia ha permesso di misurare con precisione gli sprechi alimentari.

Risultati concreti: meno spreco, più consapevolezza

Durante i tre mesi di sperimentazione, il progetto ha coinvolto 159 alunni, con un’adesione del 95% tra gli iscritti. I risultati sono stati immediati: confrontando una settimana di pasti con la piattaforma e una senza, lo spreco si è ridotto del 52%, passando da 52,28 kg a 20,18 kg di avanzi. Le verdure, inizialmente la categoria più sprecata, sono state consumate più frequentemente grazie all’introduzione della porzione “assaggio”, che ha ridotto drasticamente gli scarti.

Il 90% degli utenti ha modificato almeno una volta le porzioni, scegliendo tra assaggio, mezza porzione o porzione standard. Complessivamente, l’82,3% dei piatti cucinati è stato pianificato: il 65,5% in porzione standard, il 9,4% in formato assaggio, il 16,3% in mezza porzione e l’8,9% escluso in fase di scelta. Questo ha portato anche a un beneficio a monte: il 20% di cibo in meno prodotto, con un taglio del 13% dei primi e dei secondi e del 35% dei contorni, riducendo così anche il consumo di materie prime ed energia.

Tecnologia scalabile e modello replicabile

La piattaforma PlanEat Scuola ha dimostrato di essere facilmente scalabile e applicabile a contesti diversi, dalle piccole scuole ai grandi istituti. Il sistema standardizzato di prenotazione pasti, scelta delle porzioni e tracciamento tramite QR code può essere replicato senza modifiche sostanziali, rendendolo uno strumento efficace per contrastare lo spreco su larga scala.

“PlanEat Scuola non è solo una piattaforma tecnologica, ma un cambio di paradigma”, spiega Nicola Lamberti, CEO e founder di PlanEat. “Significa cucinare ciò che serve davvero, garantendo il diritto al pasto ma evitando sprechi. Per questo chiediamo alle istituzioni di consentire, nei bandi per la ristorazione scolastica, la possibilità di produrre anche meno della porzione standard se la richiesta dell’utente è inferiore. È un passo semplice che unisce sostenibilità economica, ambientale ed educativa”.

Giulia Mattavelli, coordinatrice del progetto, aggiunge: “Le famiglie sono sempre più attente al tema dello spreco alimentare e i bambini dimostrano sensibilità e partecipazione. Progetti come MenSana aumentano inclusività e consapevolezza, promuovendo scelte alimentari più sane e responsabili”.

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