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Ven. Gen 16th, 2026

Coldiretti e Filiera Italia all’ONU: modello agroalimentare italiano chiave di longevità e salute

Il sistema agroalimentare italiano si propone come modello di riferimento mondiale per la prevenzione delle malattie croniche e per la promozione di stili di vita sani e sostenibili. È questo il messaggio lanciato da Coldiretti e Filiera Italia nel corso della Quarta riunione di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie non trasmissibili, alla promozione della salute e al benessere, tenutasi a New York.

L’incontro, organizzato presso la House of Made in Italy alla Columbus Citizens Foundation, ha visto la partecipazione del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, e si è focalizzato sul valore della corretta alimentazione come strumento di salute pubblica, con particolare riferimento al modello agroalimentare italiano.

La Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione

Ad aprire i lavori è stato Luigi Scordamaglia, responsabile mercati, internazionalizzazione e politiche comunitarie di Coldiretti e amministratore delegato di Filiera Italia, che ha sottolineato come le malattie croniche non trasmissibili rappresentino oggi la principale causa di morte e disabilità a livello globale. «I dati scientifici dimostrano che una dieta sana, varia e bilanciata, basata su alimenti naturali e legati al territorio, è uno degli strumenti più efficaci per prevenirle» ha spiegato Scordamaglia.

Le due organizzazioni hanno ribadito l’urgenza di tutelare la Dieta Mediterranea, patrimonio culturale e identitario che ha contribuito a fare dell’Italia uno dei Paesi più longevi al mondo. Tuttavia, questa eccellenza è minacciata dalla crescente diffusione di modelli alimentari uniformati e ricchi di prodotti ultra-processati. «Se non invertiamo questa tendenza – ha avvertito Scordamaglia – rischiamo per la prima volta di vedere le nuove generazioni vivere meno dei propri genitori».

Gli Stati Uniti rappresentano un esempio emblematico: circa il 60% della popolazione è obesa, un dato legato al fatto che il 60% delle calorie giornaliere proviene da alimenti ultra-processati. Una situazione che il governo americano ha dichiarato di voler affrontare con politiche mirate.

Educazione alimentare e approccio olistico

Nel dibattito su come promuovere un’alimentazione più corretta, Scordamaglia ha ribadito la posizione italiana contraria a etichette riduttive o a tasse punitive su singoli ingredienti. «La nutrizione va intesa in modo olistico – ha dichiarato – ed è fondamentale educare i consumatori, a partire dai bambini, a scegliere cibi naturali, sani e sostenibili».

Coldiretti e Filiera Italia hanno espresso soddisfazione per il testo della risoluzione che sarà discusso all’Assemblea delle Nazioni Unite e che recepisce molte delle proposte italiane. Tra queste, la distinzione tra abuso di alcol e consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità come il vino, i cui benefici sono riconosciuti da studi epidemiologici e clinici.

La democrazia del cibo e il ruolo dell’Italia

«In gioco – ha concluso Scordamaglia – non ci sono solo interessi economici, seppur significativi in una filiera che vale oltre 700 miliardi di euro, ma anche la stessa democrazia del cibo: garantire a tutti l’accesso a una dieta completa, sana e sostenibile».

L’evento ha ospitato una tavola rotonda con rappresentanti del mondo produttivo italiano e americano, scienziati ed esperti di modelli alimentari. Tra i partecipanti figuravano il vice ministro Edmondo Cirielli, il nuovo ambasciatore italiano negli Stati Uniti Marco Peronaci, il sindaco di Pollica – città simbolo della Dieta Mediterranea – Stefano Pisani, insieme a numerose altre personalità e istituzioni del settore.

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