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Gio. Gen 15th, 2026

Expo 2015, dieci anni dopo: nutrizione, innovazione e sostenibilità al centro

A dieci anni dall’Esposizione Universale che ha cambiato il modo di guardare al cibo e al suo futuro, Federalimentare ha organizzato a Milano l’evento “Expo 2015: 10 anni dopo. Nutrizione, Innovazione, Sostenibilità”, un confronto tra rappresentanti del mondo accademico, scientifico, istituzionale e associativo sull’eredità lasciata da Expo e sulle sfide attuali legate ad alimentazione, salute e sostenibilità.

Expo come progetto globale e motore di cambiamento

L’Esposizione Universale del 2015 non è stata solo un evento, ma un punto di svolta. Il tema scelto, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha influenzato le agende politiche globali, portando nutrizione e sicurezza alimentare al centro del dibattito internazionale e aprendo nuove prospettive di ricerca e innovazione nei settori scientifico, tecnologico, economico e sociale.

Oggi, la necessità di uno sviluppo sostenibile del sistema alimentare è riconosciuta da FAO, ONU e dai Paesi del G7, come ribadito nell’ultimo summit sull’Agricoltura di Ortigia. La sfida è rispondere alla crescente domanda globale di cibo, integrando dimensioni ambientali, sociali ed economiche e costruendo un modello capace di garantire risorse sicure e accessibili a tutti.

Il ruolo strategico del settore agroalimentare

Secondo Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare, Expo ha rappresentato “un progetto globale su sicurezza alimentare, sostenibilità ed energia” e oggi è “un punto cardine dell’agenda europea e internazionale”. L’evento ha avuto un impatto duraturo anche su economia, infrastrutture e turismo, segnando una svolta per Milano e per l’intero settore agroalimentare italiano.

Nutrire il pianeta tra cultura, salute e ambiente

Letizia Moratti, europarlamentare, ha ricordato come Expo abbia unito nutrizione, cultura e innovazione, creando progetti che oggi si traducono in politiche concrete. “Nutrire il pianeta significa garantire sostenibilità, equità e benessere. È una responsabilità globale che richiede azioni concrete”, ha sottolineato, evidenziando l’eredità culturale e infrastrutturale dell’evento.

Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha spiegato come Expo abbia ispirato nuovi approcci scientifici, portando alla nascita di IIPH – Italian Institute for Planetary Health, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che studia l’impatto dell’alimentazione sulla salute.

Cibo e sostenibilità come vantaggio competitivo

Angelo Riccaboni, docente all’Università di Siena, ha sottolineato come Expo abbia accresciuto la consapevolezza globale sull’importanza dell’agroalimentare. “Il nostro Paese è una superpotenza nel settore e deve puntare su una visione integrata che unisca dimensioni sociali, finanziarie e ambientali. Sostenibilità significa ridurre i rischi climatici e attrarre investimenti”, ha affermato.

Nutrizione e salute: nuove sfide globali

Per Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano, Expo ha rappresentato “un’operazione culturale” che ha portato a riflettere sul rapporto tra nutrizione, economia e salute. “Oggi il problema principale è l’eccesso di cibo e l’obesità. Se non interveniamo, rischiamo di compromettere la salute delle future generazioni”, ha dichiarato.

L’agricoltura del futuro parte dall’eredità di Expo

Luigi Galimberti, Presidente di ToSeed Partners Agrifood Investment, ha raccontato come Expo abbia ispirato un percorso personale e professionale nel campo dell’agricoltura sostenibile. “Quell’evento ha lasciato un segno profondo. Da lì è iniziata una riflessione su come produrre di più consumando meno. Oggi possiamo dire che quel modello è possibile”, ha spiegato.

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