Dalla tradizione secolare della Valpolicella Classica alla modernità dell’intelligenza artificiale: il vino si trasforma in luce, immagine e movimento con “L’Anima dell’Amarone”, la monumentale installazione firmata da Fabrizio Plessi e inaugurata presso Monteleone21, il nuovo centro polifunzionale di Masi nel cuore della Valpolicella.
Il grande Fruttaio di Monteleone21 – 12 metri di altezza, 30 di profondità e 300 mq di superficie – è stato pensato non solo come luogo simbolo dell’appassimento delle uve, ma anche come spazio evocativo destinato ad accogliere progetti artistici di respiro internazionale. Per il primo anno, ospita un’installazione site-specific di Plessi, pioniere della videoarte dagli anni Settanta e interprete visionario del dialogo tra natura e tecnologia.
Da sempre affascinato dal legame tra vino e cultura, l’artista ha concepito un’opera che integra i suoi elementi iconici – acqua, fuoco, lava, vento – con un nuovo protagonista ancestrale: il vino. “Per me l’Amarone è il simbolo del vino autentico, quello che amo profondamente. Non macchia mai l’anima, la eleva”, afferma Plessi. L’opera si sviluppa attraverso quattro grandi barche, simbolo di Venezia, del viaggio e della vita stessa, che diventano scenari per le spettacolari cascate digitali di vino generate con l’intelligenza artificiale. Le immagini scorrono in un flusso continuo all’interno degli schermi, mentre il paesaggio sonoro è firmato dal compositore Michael Nyman. A radicare l’installazione nella tradizione intervengono invece quattro arele in bambù con grappoli in appassimento, che collegano idealmente innovazione e memoria.
“Le mie installazioni sono monumentali, ma custodiscono la leggerezza della tecnologia”, spiega l’artista, che per questa occasione ha collaborato con Rocco Plessi, fondatore di Plessi Digital, per i contenuti video.
Entusiasta Sandro Boscaini, Presidente di Masi: “Con Monteleone21 volevamo superare l’idea di una semplice cantina visitabile, creando un luogo dove la cultura del vino si intreccia al territorio e all’arte. L’opera di Plessi, con l’uso dell’intelligenza artificiale, aggiunge fascino e contemporaneità al racconto dell’Amarone, valorizzando un vino straordinario e il lavoro antico che lo rende possibile”.
Con una carriera segnata da esposizioni nei maggiori musei del mondo – dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di New York, fino alla Biennale di Venezia – e numerosi riconoscimenti internazionali, Fabrizio Plessi continua a esplorare il rapporto tra natura, tecnologia e percezione. A ottobre sarà insignito anche del Premio Masi Civiltà Veneta.

