Immaginate di entrare in un bar, sedervi e dare libero sfogo alle lacrime: in Giappone questo è possibile nei cosiddetti “crying café”, locali pensati per accogliere persone sole o tristi, come riportato da Adnkronos. Questi spazi stanno conquistando l’isola nipponica, diventando un fenomeno sempre più diffuso tra grandi città e aree periferiche.
Come funzionano i crying café
Un “crying café” è un ambiente controllato, privo di giudizio, dove il pianto è incoraggiato. Il primo esempio è il Cafè Mori Ouchi di Shimokitazawa a Tokyo, aperto nel 2020, che richiede ai clienti di ordinare almeno una bevanda e prevede un piccolo costo per minuto di permanenza. Gli ambienti sono studiati nei dettagli: luci soffuse, musica malinconica, fazzoletti e bevande rilassanti come tisane. Materiali come film drammatici e libri commoventi aiutano a stimolare il pianto.
Anche gli hotel hanno seguito la tendenza: il Mitsui Garden Yotsuya di Tokyo propone “crying rooms” riservate alle donne, con film selezionati e un ambiente intimo per sfogare le emozioni.
Rui-katsu: la filosofia alla base
Il successo dei bar per piangere è legato al movimento rui-katsu (“caccia alle lacrime”), nato formalmente nel 2013 grazie a Hidefumi Yoshida, autoproclamatosi “tear teacher”. Yoshida organizza sessioni collettive e “crying tours” dove i partecipanti vengono esposti a contenuti emotivi. Studi scientifici dimostrano che il pianto rilascia ossitocina ed endorfine, riduce stress e tossine, offrendo una forma di catarsi.
Il Giappone e la solitudine
Non è casuale che i crying café siano nati in Giappone, dove la competitività sociale è elevata e fenomeni come gli hikikomori, giovani che si isolano per lunghi periodi, sono in crescita. Secondo Adnkronos, nel 2024 il 39,3% dei giapponesi ha dichiarato di sentirsi solo con frequenza variabile. Lo smartphone e la tecnologia non bastano a contrastare la solitudine: tra le cause principali ci sono lutto familiare, vita solitaria, problemi lavorativi o scolastici e gravi problemi di salute.
Solo nei primi tre mesi del 2024 sono stati registrati oltre 22mila kodokushi, cioè anziani morti in solitudine, mentre più di un milione di persone vive come hikikomori. Nonostante l’approvazione di una legge contro solitudine e isolamento sociale entrata in vigore nell’aprile 2023, la condizione dei più fragili non è significativamente migliorata.
Un fenomeno di consolazione sociale
I crying café rappresentano così una risposta empatica e alternativa alla solitudine crescente. Questi locali offrono un luogo dove le lacrime diventano uno strumento di rilascio emotivo, trasformando il pianto in esperienza condivisa e catartica.

