Un nuovo logo per il biologico italiano aiuterà i consumatori a riconoscere le produzioni 100% Made in Italy e a contrastare l’aumento delle importazioni dall’estero, cresciute del +7,1% nel 2024. Lo annuncia Coldiretti Bio in occasione della presentazione ufficiale al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), in concomitanza con la giornata europea del biologico.
Si tratta di una novità attesa e sostenuta da Coldiretti, che segna un passaggio cruciale per il comparto in termini di comunicazione e presenza sul mercato. Il marchio intende restituire centralità all’agricoltore, riconoscendone il ruolo di innovatore nelle tecniche produttive e nelle dinamiche commerciali di una filiera che oggi conta 97mila operatori e un campo italiano su cinque coltivato con metodo biologico.
Un ruolo che trova riscontro nei dati sulla vendita diretta nei mercati di Campagna Amica, che hanno raggiunto un valore annuo di 150 milioni di euro secondo un’indagine Ismea-Coldiretti Bio, con ampi margini di crescita. Il biologico è presente in un farmers market su due e quasi un terzo degli acquisti riguarda frutta e verdura, seguite da pasta fresca e uova, formaggi, olio e miele. Per molti consumatori, l’acquisto diretto dal produttore è ormai diventato il principale canale di approvvigionamento, davanti a supermercati e negozi specializzati.
“I numeri in continua crescita del biologico italiano contribuiscono a rendere il nostro modello agricolo tra i più sostenibili al mondo – ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti –. In un momento difficile per le aziende agricole, il biologico è protagonista della transizione ecologica e rappresenta un’opportunità per la crescita sostenibile del Paese. Il nuovo marchio potrà rilanciare il settore coniugando sostenibilità e origine territoriale, rispondendo alle esigenze dei consumatori in Italia e all’estero”.
Anche Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio, ha sottolineato l’importanza del nuovo strumento: “Gli agricoltori che scelgono il biologico affrontano sfide legate ai cambiamenti climatici e alle difficili condizioni di mercato. Con il marchio del biologico italiano vogliamo costruire filiere solide e garantite, valorizzando la produzione agricola nazionale sia nei mercati internazionali che nelle filiere corte. È un’opportunità per i nostri produttori e un passo verso la semplificazione normativa in un contesto di importazioni in costante aumento da Paesi terzi”.

