Il 20 settembre, in occasione del World Cleanup Day, riconosciuto dall’ONU come giornata globale dedicata alla pulizia del pianeta, milioni di cittadini in oltre 211 Paesi scenderanno in campo contro l’inquinamento da rifiuti. Anche in Italia, dal 19 al 21 settembre, migliaia di volontari parteciperanno a “Puliamo il Mondo” di Legambiente, liberando strade, parchi e spiagge.
Ma basta ripulire? La campagna “A Buon Rendere” solleva un interrogativo cruciale: eliminare i contenitori di bevande abbandonati – che rappresentano una parte consistente del littering – è sufficiente? I dati del Brand Audit dicono di no: l’unica soluzione definitiva è introdurre un Sistema di Deposito Cauzionale (DRS).
Ogni anno in Italia finiscono dispersi oltre 8 miliardi di contenitori, un danno enorme per un Paese che importa il 48% delle materie prime, più del doppio della media UE. Dove esiste un sistema cauzionale, invece, l’abbandono cala drasticamente: in Germania la raccolta arriva al 98%.
L’indagine “ABR Radar” nel Milanese
Tra maggio 2024 e maggio 2025, la volontaria Helena Boers ha raccolto 21.617 contenitori per bevande nei comuni di Grezzago, Trezzo sull’Adda e Pozzo d’Adda, evitando l’emissione di 3,02 tonnellate di CO2.
I dati emersi:
- 67% dei contenitori riconducibile a soli 10 marchi: Moretti, Red Bull, Coca-Cola e San Benedetto tra i più presenti.
- I grandi gruppi più coinvolti: Heineken, Coca-Cola, AB InBev e San Benedetto.
- Per materiali: plastica (42,2%), alluminio (28,3%), vetro (25%).
- Per settori: birra (35%), acque minerali (31%), bibite analcoliche (26%).
Un’anomalia tutta italiana è l’alta quota di vetro monouso per la birra, dovuta all’assenza del sistema del vuoto a rendere.
L’appello di “A Buon Rendere”
Con 18 Paesi UE già dotati di DRS – e altri in arrivo entro il 2027 – l’Italia non può più permettersi ritardi.
“Aspettare il 2029 significa peggiorare l’inquinamento e sprecare risorse”, afferma Silvia Ricci, coordinatrice della campagna. “Ogni anno paghiamo all’UE circa 100 milioni di euro di Plastic Tax solo per le bottiglie non riciclate.”
Anche il mondo delle imprese si muove: Acqua Sant’Anna sostiene il sistema cauzionale in linea con le associazioni europee UNESDA e NMWE.
“Il DRS è indispensabile per ridurre l’abbandono e garantire un riciclo di qualità,” dichiara Alberto Bertone, Presidente e AD. “Serve un’azione congiunta di governo, produttori e cittadini: solo un impegno comune può trasformare una sfida in un’opportunità di sostenibilità.”

