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Ven. Gen 23rd, 2026

Consumi alimentari e non: la percezione del piacere cambia nel tempo e cresce la ricerca della semplicità

Turismo esperienziale ed enogastronomico
Turismo esperienziale ed enogastronomico

La percezione del piacere cambia nel tempo: quasi 3 italiani su 4 dichiarano di aver modificato nel corso della vita la propria percezione di ‘piacere autentico’. A guidare questo cambiamento è soprattutto una riscoperta della semplicità: il 60% degli intervistati afferma di aver imparato a dare più valore alle cose semplici, una tendenza che cresce con l’età. Parallelamente, si riduce l’importanza attribuita ai beni materiali o allo status sociale (21%). Un’evoluzione che sembra riflettere un percorso di maturazione personale, spesso anche innescato da esperienze di vita significative (36%) – in particolare tra le donne della Generazione X e dei Baby Boomers – e da una maggiore consapevolezza di sé e dei propri bisogni reali (35%). È quanto emerge dalla ricerca condotta da AstraRicerche per Imperial Brands, azienda globale di beni di consumo, in occasione del lancio del prodotto Pulze 3.0, il nuovo dispositivo a tabacco riscaldato.

Le influenze esterne, come quelle provenienti da amici, familiari (13%) o dalla società (7%), giocano un ruolo più marginale, anche se risultano più incisive nella Gen Z. La ricerca evidenzia una netta differenza tra donne e uomini nel modo in cui vivono il piacere. Le donne si dimostrano più orientate verso una dimensione relazionale ed emotiva: per loro il piacere autentico si manifesta soprattutto nei momenti di qualità con le persone care (68%) e nella cura di sé e del proprio benessere (70%). Sono anche più propense a considerare il piacere come uno strumento di benessere mentale: il 90% delle donne lo ritiene utile per ridurre lo stress e l’89% lo associa a un modo per essere più autenticamente sé stesse.

Gli uomini, invece, mostrano una maggiore attenzione alla realizzazione personale e professionale: la gratificazione derivante dal successo lavorativo è più diffusa tra loro (36%), così come la ricerca di piaceri più individuali e legati allo status. Quindi in un’epoca dominata da velocità, iperconnessione, consumismo e attenzione alle apparenze e allo status sociale, gli italiani riconoscono il piacere autentico nelle piccole cose, semplici e accessibili.

L’analisi indaga la percezione del piacere nella vita degli italiani, approfondendo i desideri, i comportamenti e le preferenze di un campione di 1.025 individui, rappresentativi della popolazione generale italiana tra 18 e 70 anni in termini di sesso, età e area geografica. Secondo la ricerca, gli italiani non hanno dubbi: la felicità si trova nel tempo dedicato a sé stessi, nelle relazioni affettive e nella semplicità quotidiana. In particolare, tre le attività più piacevoli: il 70% degli italiani segnala il tempo per sé (esempio lettura, musica, leggera attività fisica),il relax e l’attività all’aria aperta. Seguono a ruota con variazioni minime: il cibo e le esperienze di gusto (69%); il tempo di qualità passato con famiglia o persone care (68%); le risate e il divertimento (66%); la pratica di un hobby o di un’attività personale (56%); la sessualità (54%).

Ma se i piaceri legati alle emozioni, al benessere emotivo e alle relazioni coinvolgono la maggioranza della popolazione, i piaceri basati su status, consumo o popolarità interessano solo una minoranza, segno che per molti, la felicità non si trova nel prestigio o nell’apparenza, ma nell’autenticità. Notevole, infatti, lo scarto con i piaceri più ‘superficiali’, che si posizionano in fondo alla classifica: la realizzazione professionale e ricoprire posizioni di prestigio (36%), viaggi ed esperienze costose (32%), l’acquisto di beni cari o di lusso (22%), la popolarità tra amici (21%) e sui social media (10%). E’ evidente una svolta valoriale: per la maggior parte degli italiani, il piacere autentico non è un’esibizione, ma un’esperienza legata alle emozioni, alla connessione umana e alla semplicità. Il piacere come pratica quotidiana: condiviso, lento e disconnesso. Il piacere non è un caso, ma una pratica consapevole da integrare nella routine.

A guidare questa ‘cura del piacere’ è innanzitutto il contatto con la natura: oltre la metà degli intervistati (56%) dichiara di dedicare regolarmente tempo all’aria aperta, considerandola una fonte primaria di benessere. Seguono la vicinanza alle persone care (48%) e la scelta di circondarsi di chi fa stare bene. Il piacere, quindi, non è mai completamente individuale: è spesso condiviso e relazionale. Molti italiani (46%) dichiarano anche di organizzare attivamente momenti piacevoli, che siano legati a hobby, relax o attività da vivere da soli (39%) o con la famiglia (36%). Importante anche il bisogno di rallentare: il 39% cerca di fare pause e ridurre i ritmi, mentre un italiano su tre coltiva la gratitudine per le piccole cose. Altri scelgono di disconnettersi dalla tecnologia (23%) per ritrovare presenza e consapevolezza. In fondo alla lista, ancora una volta, si trovano le strategie centrate sul possesso: appena il 15% cerca il piacere tramite lo shopping.

La ricerca del piacere non è vista solo come un fine, ma come un mezzo per migliorare la propria qualità di vita. Oltre il 90% degli intervistati (in particolare tra donne e la Gen X) concorda sul fatto che i piaceri contribuiscano a ridurre lo stress e l’88% a ricaricare le energie, assegnando al piacere un ruolo terapeutico. Quasi 9 italiani su 10 affermano che il piacere aiuta a vivere il presente (89%) e a sentirsi calmi, grati e pieni di energia positiva, evidenziando una connessione tra piacere e mindfulness. Inoltre, il piacere è percepito come un’opportunità per essere sé stessi (89%) e per rafforzare l’autostima (85%). Questo suggerisce che le attività piacevoli non sono solo un diversivo, ma un modo per connettersi con i propri valori e rinforzare la propria identità. Il piacere è un’esperienza emotiva, slegata dal consumo e dal giudizio degli altri. Invitati a descrivere le caratteristiche maggiormente associabili al concetto di piacere vero, autentico e gratificante, tre italiani su cinque riconoscono il valore dell’esperienza emozionale rispetto a quella materiale.

Non solo: il vero piacere è un’esperienza profondamente individuale e sconnessa da influenze esterne: il 63% dichiara che il piacere è legato a come ci si sente rispetto a come fanno sentire gli altri (12%). Coerentemente con i risultati, quindi, non stupisce come il 60% segnala come il piacere sia alla fine un’esperienza ‘semplice’, mentre solo il 13% lo associa a qualcosa di complesso. Quando si parla di piaceri autentici, gli italiani non hanno dubbi: a far battere davvero il cuore sono le relazioni umane e i momenti vissuti con le persone care. In cima alla classifica spicca il tempo di qualità con la famiglia e gli affetti più stretti (42%), seguito dai momenti di svago condivisi in ambito familiare (34%). Ma non è solo la dimensione relazionale a fare la differenza. A essere riconosciuti come autentici sono anche il tempo dedicato a sé stessi e al relax (32%), le risate e il divertimento (32%) e il contatto con la natura e l’aria aperta (31%). Un piacere quotidiano, spesso semplice, ma profondamente significativo. Più distaccati, invece, i piaceri legati alla sfera sensoriale, come la sessualità (27%) e il gusto (25%), che pur rimanendo esperienze apprezzate, non raggiungono la stessa intensità emotiva nella percezione di autenticità.

In fondo alla classifica troviamo le dimensioni più legate allo status personale: solo il 13% associa la realizzazione professionale a un piacere autentico, percentuale che scende al 9% per il lusso, al 9% per la popolarità tra amici e al 6% per quella sui social media. Una tendenza che si conferma anche quando si chiede quali siano i piaceri più gratificanti: in testa, ancora una volta, il tempo condiviso con la famiglia (39%) e i momenti di svago familiari (32%), seguiti dal relax personale (34%) e dal divertimento con gli amici (29%). In questo caso, guadagna qualche posizione la realizzazione professionale che, pur non essendo vissuta come particolarmente autentica, riesce comunque a offrire una forma di gratificazione al 20% degli italiani.

(Red-Lab/Labitalia)


Food consumption: the perception of pleasure changes over time as the search for simplicity grows

The perception of pleasure evolves with time: nearly three out of four Italians say they have changed their idea of “authentic pleasure” over the course of their lives. Driving this shift is above all a rediscovery of simplicity: 60% of respondents report learning to value simple things more, a trend that grows stronger with age. At the same time, the importance attributed to material goods or social status (21%) has declined. This evolution appears to reflect a process of personal maturity, often triggered by significant life experiences (36%)—particularly among Generation X and Baby Boomer women—and by greater self-awareness and understanding of real needs (35%).

External influences such as friends and family (13%) or societal expectations (7%) play only a marginal role, although they are more significant among Gen Z. The study highlights a clear gender difference in how pleasure is perceived. Women are more oriented toward relational and emotional dimensions: for them, authentic pleasure is found above all in quality time with loved ones (68%) and in self-care and wellbeing (70%). Women are also more likely to view pleasure as a tool for mental health: 90% believe it helps reduce stress and 89% associate it with being more authentically themselves.

Men, on the other hand, place more emphasis on personal and professional achievement. Job satisfaction is more widespread among them (36%), as is the pursuit of individual and status-related pleasures. In an era dominated by speed, hyperconnection, consumerism and the pursuit of appearances, Italians increasingly recognize authentic pleasure in small, simple, and accessible things.

The analysis, based on a sample of 1,025 individuals representative of the Italian population aged 18 to 70, explores desires, behaviors, and preferences. Italians agree: happiness lies in time for oneself, meaningful relationships, and everyday simplicity. The top three sources of pleasure are time for oneself (70%—such as reading, music, or light exercise), relaxation, and outdoor activities. These are closely followed by food and taste experiences (69%), quality time with family and loved ones (68%), laughter and fun (66%), hobbies and personal activities (56%), and sexuality (54%).

While emotional, relational, and wellbeing-driven pleasures are shared by the majority, pleasures linked to status, consumption, or popularity attract only a minority. Professional success and prestigious roles (36%), expensive trips (32%), luxury purchases (22%), popularity among friends (21%), and social media recognition (10%) rank at the bottom. This points to a shift in values: for most Italians, authentic pleasure is not about display but about emotions, human connection, and simplicity. Pleasure is seen as a daily practice—shared, slow, and disconnected.

At the heart of this “care of pleasure” is contact with nature: more than half of respondents (56%) regularly spend time outdoors and see it as a key source of wellbeing. This is followed by closeness to loved ones (48%) and choosing to be surrounded by people who bring positivity. Pleasure is rarely experienced in isolation: 46% of Italians say they actively organize pleasant moments, either alone (39%) or with family (36%). Many emphasize the need to slow down, with 39% trying to take breaks and reduce pace, and one in three cultivating gratitude for small things. Others choose to disconnect from technology (23%) to regain presence and awareness. Shopping, by contrast, is cited by only 15% as a source of pleasure.

Pleasure is not seen only as an end, but as a means to improve quality of life. More than 90% of respondents—especially women and Generation X—agree that pleasures help reduce stress, while 88% say they recharge energy, underlining a therapeutic role. Almost nine out of ten Italians believe pleasure helps them live in the present (89%), feel calm, grateful, and full of positive energy. Pleasure is also seen as an opportunity to be oneself (89%) and to strengthen self-esteem (85%). This suggests that pleasurable activities are not just distractions but ways of connecting with one’s values and reinforcing personal identity.

When asked to describe the qualities of true, authentic, and gratifying pleasure, three out of five Italians emphasized emotional over material experience. True pleasure is deeply individual and detached from external validation: 63% say it depends on how they feel themselves, compared to just 12% who tie it to how others make them feel. Six in ten associate authentic pleasure with simplicity, while only 13% see it as something complex.

For Italians, real pleasure comes from human relationships and shared moments. At the top of the list is quality time with family and close loved ones (42%), followed by family leisure time (34%). Also highly valued are time for oneself and relaxation (32%), laughter and fun (32%), and contact with nature and the outdoors (31%). Sensory pleasures such as sexuality (27%) and taste (25%), while appreciated, are seen as less emotionally intense in terms of authenticity.

At the bottom are status-related pleasures: just 13% link professional achievement to authentic pleasure, 9% to luxury, 9% to popularity among friends, and 6% to social media fame. Interestingly, professional achievement, though not seen as authentic, is still considered gratifying by 20% of Italians.

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