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Ven. Lug 10th, 2026

Italiani preoccupati contraggono i consumi e a tavola scelgono la salute tra deconsumismo e nuove priorità di spesa

Carrello della spesa in fiamme spesa costosa caro spesa - ChatGPT Image

È stata presentata l’anteprima digitale del Rapporto Coop 2025 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani, parte integrante del portale di ricerca e analisi italiani.coop curato dall’Ufficio Studi Coop. Il documento, redatto dall’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di NielsenIQ e i contributi di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK e Mediobanca Ufficio Studi, si avvale anche delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, Gemini e Midjourney.

Presentazione del rapporto coop 2025

L’edizione 2025 esplora le scelte quotidiane e le prospettive future degli italiani, con un focus centrale sul cibo. A supporto, sono state realizzate due survey: “Today, Tomorrow” su un campione rappresentativo di 1.000 italiani over 18, e “The New World Outlook” su 900 opinion leader e market maker della community di italiani.coop, tra cui 600 figure apicali.

L’età del caos e il declino della globalizzazione

Il mondo attraversa una fase di profonda instabilità, con guerre in aumento e una spesa militare globale di 2,7 trilioni di dollari nel 2024, il 17% in più rispetto al 2022. Secondo il 78% degli opinion leader interpellati, i conflitti cresceranno nei prossimi tre-cinque anni, mentre il 18% teme un conflitto su scala mondiale.

La geopolitica del conflitto si riflette anche nei commerci, con il Liberation Day che segna un passo indietro per la globalizzazione. La leadership degli Stati Uniti, pur sostenuta dall’amministrazione Trump, è in discussione: la centralità negli scambi si riduce, mentre la Cina è oggi partner commerciale prevalente per 145 Paesi contro i 30 di venticinque anni fa.

L’Asia si rafforza, con la Cina che nel 2025 cresce del 5% e l’India oltre il 6%, contro l’1,9% degli Usa e l’1% dell’Unione Europea. In questa contesa gioca un ruolo cruciale la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale e la robotica umanoide. La Cina è in prima linea, con oltre 5.600 brevetti depositati contro i 1.483 statunitensi. I robot per la vita domestica e i servizi personali potrebbero costare meno di 15.000 dollari entro due anni.

L’Europa tra governance incompiuta e richieste di riforma

Nonostante rappresenti un quarto del Pil globale e un baluardo sui diritti fondamentali, l’Unione Europea resta ostaggio della sua governance incompiuta. La fiducia dei cittadini è cresciuta al 52% rispetto al 31% del 2012, ma emerge la richiesta di un approccio più federale. L’86% degli opinion leader auspica una difesa comune, il 78% un sistema fiscale unificato e il 75% l’emissione di titoli di debito pubblico europeo.

L’economia italiana tra crescita debole e produttività ferma

L’Italia ha esaurito la spinta post-pandemica: la crescita prevista del Pil per il 2025-2026 è di appena lo 0,5% annuo, mentre gli opinion leader stimano addirittura lo 0,1% nel 2026. L’occupazione è in aumento con 840.000 nuovi posti di lavoro, ma la produttività per ora lavorata cala dell’1,4%, in controtendenza rispetto all’Europa.

Il lavoro creato riguarda soprattutto costruzioni, commercio e ristorazione, mentre cresce il numero di occupati diplomati e laureati. Tuttavia, la ricchezza resta concentrata: il 10% della popolazione detiene il 58% del totale. Le famiglie recuperano reddito solo grazie all’aumento delle ore lavorate, oltre 2,3 miliardi in cinque anni.

L’ombra del domani e il nuovo mood degli italiani

Gli italiani vivono un clima di preoccupazione. Rispetto al 2022, crescono timore (dal 20% al 39%), inquietudine (dal 24% al 37%) e allerta (dal 16% al 25%). La possibilità di un conflitto armato è accettata da metà della popolazione. I temi prioritari diventano pace e diritti civili (64%), lotta alla fame, povertà e violenza di genere (55%), lavoro dignitoso e riduzione delle disuguaglianze (62%).

Riemergono valori di onestà (50%) e rispetto (46%), mentre cala l’interesse per ricchezza, carriera e successo sociale. Cresce anche il ricorso a spiritualità e religione, più in Italia che altrove in Europa. La nostalgia segna l’immaginario collettivo, con Generazione Z che nel 54% dei casi avrebbe preferito nascere all’epoca dei genitori.

Deconsumismo e nuove priorità di spesa

La spesa complessiva delle famiglie è cresciuta solo dello 0,5% in cinque anni, con oltre la metà assorbita da spese obbligate. Il risparmio resta un driver di acquisto per il 42% degli italiani. Si afferma il deconsumismo: si compra solo l’indispensabile, si privilegia il second hand e si riparano gli oggetti.

Anche negli acquisti tecnologici, pari a 16,5 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi (+1,2%), prevale l’utilità. Gli smartphone venduti scendono di 2 milioni di unità rispetto al 2022. In cima alle vendite ci sono piccoli elettrodomestici e dispositivi per la cura personale.

Gli italiani si mostrano aperti all’intelligenza artificiale: il 49% la utilizza già nella sfera privata, immaginandola in futuro come supporto per le pulizie domestiche (45%), l’assistenza agli anziani (25%) e la preparazione dei pasti (24%).

Il cibo come identità, salute e risparmio

Il rapporto con il cibo resta centrale. Crescono le identità alimentari innovative (dal 23% al 31%), mentre calano quelle legate solo alla tradizione (dal 34% al 22%).

La spesa per la ristorazione cala del 2,2% nel primo semestre 2025, mentre aumentano gli acquisti nella grande distribuzione: +3,8% a valore e +2% a volume. A trainare sono frutta e verdura, latte fermentato, yogurt, pane e prodotti biologici, in crescita soprattutto al Sud.

Sette italiani su dieci leggono le etichette nutrizionali, e cala l’interesse per cibi ultraprocessati. Cresce la dieta iperproteica: +20,9% per i sostituti vegetali della carne, +7,8% per le uova e +5% per i legumi.

Il cibo diventa alleato della salute. Il 16% ha provato o vorrebbe provare farmaci per il metabolismo e il controllo del peso. Le vendite di bilance per la persona crescono del 55% nei primi sei mesi del 2025, pari a 432.000 unità in più.

Nonostante un’inflazione alimentare più contenuta che in Europa (+3,1% nei primi sette mesi del 2025 contro il +3,3% Ue), resta forte la ricerca di convenienza. Crescono gli acquisti nei supermercati (+2,7% a volume), dove si preferiscono prodotti in promozione e a marchio del distributore.

Latini (Coop Italia): cibo come mezzo per migliorare qualità vita

“Il rapporto disegna una preoccupazione diffusa e inevitabile a causa delle notizie che ascoltiamo al telegiornale. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è eroso e c’è la difficoltà nel tenere in equilibrio costi e redditi. Bisogna preservare il pragmatismo degli italiani, consapevoli delle difficoltà, ma anche volenterosi di mantenere le cose positive del nostro Paese, come il valore del cibo. Un bene che vedono anche come mezzo per migliorare la loro qualità di vita e la salute. Su questo punto noi di Coop ci siamo, questo aspetto è in sintonia con la nostra ragion d’essere”. Così Maura Latini, presidente Coop Italia, commentando l’edizione 2025 del Rapporto Coop ‘Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’, presentato oggi, in anteprima, a Milano.
Un rapporto che evidenzia ottimismo per il settore vendite nel primo semestre 2025. “Finalmente i volumi hanno cominciato a crescere – sottolinea Latini- +1% tra gennaio e giugno. Certo, bisogna ricordare che c’è stato anche un abbassamento del consumo fuori casa. Il tratto negativo è che luglio e agosto hanno visto una diminuzione dell’incremento – aggiunge – i volumi sono intorno al +0,5% nella grande distribuzione, in generale. Ma questo, lo abbiamo letto dai giornali, è dipeso dalla crisi del turismo”.
Per gli italiani “il primo driver di scelta è la convenienza – fa sapere Latini – La grande distribuzione è multiforme e questa è una possibilità di scelta importante per i clienti. Nel primo semestre (2025 ndr) i supermercati hanno avuto un incremento di risultati superiore a quello dei discount. Questa è una discontinuità positiva perché dimostra che non c’è solo la strada del prezzo basso e della semplificazione estrema, ma c’è la strada della ricchezza e della possibilità di scelta che, se trova una combinazione giusta con l’offerta e con il prezzo, può diventare la leva vincente per il futuro. Continueremo a lavorare per recuperare il massimo dell’efficienza – conclude la presidente di Coop Italia – ma per raggiungere questo obiettivo serve un modello economico del Paese che deve recuperare produttività”.

Dalle Rive (Ancc Coop): carrello della spesa sempre più salutista

“Il rapporto ci consegna la fotografia di un Paese in cui il problema principale è la produttività. Il carrello del consumatore è stato riconvertito a favore di politiche di spesa più salutiste e attente al benessere individuale”. Così Ernesto Dalle Rive, presidente dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori -Ancc Coop, commentando il Rapporto Coop 2025 ‘Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’, presentato in anteprima oggi a Milano.
Un report che evidenzia l’impatto degli ormai fragili equilibri mondiali sui consumatori in un momento storico di generale incertezza. Impatto che si riflette anche sul rapporto degli italiani con il cibo. Anche se l’inflazione alimentare è meno alta nel nostro Paese che nel resto d’Europa, le difficoltà reddituali spingono gli italiani alla ricerca del risparmio e di soluzioni di maggiore convenienza, si legge in una nota.
Per andare incontro ai suoi clienti e soci, Coop ha agito sulla “filiera produttiva attuando processi di efficientamento industriale – spiega Delle Rive – soprattutto puntando allo sviluppo del prodotto a marchio Coop che coniuga i valori della cooperazione con il diritto alla salute dei nostri soci, dei consumatori e dei clienti”. Il rapporto consegna anche una criticità sui temi del lavoro – evidenzia il presidente di Ancc-Coop – Da questo punto di vista, lanciamo un appello al Governo: diamo la disponibilità a discutere, con le altre forze datoriali, della modalità di erogazione del lavoro nelle giornate festive e domenicale che pensiamo vada rivista”, conclude.

Russo (Ancc Coop): gli italiani comprano più cibo, ma ripensano la dieta

“Le vendite della grande distribuzione in Italia vedono una crescita di 2 punti percentuali a volume, di quasi 4 punti a valore. Gli italiani comprano più cibo, ma lo fanno ripensando complessivamente la loro dieta”. Così Albino Russo, direttore generale dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori – Ancc Coop, intervenendo, oggi a Milano, alla presentazione in anteprima del Rapporto Coop 2025, ‘Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’.
Dall’analisi emerge che “solo un quinto degli italiani mangia facendo riferimento alla tradizione del territorio, della famiglia e della dieta mediterranea – spiega Russo – mentre un terzo guarda a nuovi stili alimentari e ad una innovazione degli stili di consumo”. Inoltre, “c’è un orientamento al prodotto fresco che torna prepotente, soprattutto nella frutta e ancor di più nella verdura – analizza – Si rinuncia ai prodotti ultra processati, che si riducono in maniera molto più netta rispetto alla media di mercato. Si consuma meno carne rossa e si moltiplica la ricerca di proteine alternative. La gastronomia vegetale cresce dieci volte rispetto al totale del mercato, ma crescono anche le uova e i legumi”, illustra.
L’analisi tratteggia anche la tendenza ad adottare uno stile di vita più orientato al benessere. “Ci sono quasi 17 milioni di italiani a dieta e sono state acquistate più di mezzo milione di bilance – evidenzia Russo – sebbene difendano la qualità, gli italiani risparmiano anche sul cibo per far quadrare il budget familiare, ma non rinunciano a sviluppare un modello di consumo evoluto, orientato al benessere, alla linea e alla longevità”, conclude il dg di Ancc-Coop.

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