Mar. Ago 18th, 2026

Classifica dei supermercati più convenienti. Le insegne dove risparmiare fino al 40%

Altroconsumo ha pubblicato i risultati della 36ª indagine annuale su supermercati, ipermercati e discount, un’analisi che ha preso in esame 1.150 punti vendita in 67 città italiane, raccogliendo circa 1,6 milioni di prezzi su 125 categorie di prodotti alimentari, per la cura della casa, della persona e degli animali domestici.

Il peso della spesa sulle famiglie italiane

Con un carrello che oggi può arrivare ad assorbire fino al 19% del bilancio familiare, scegliere con attenzione dove acquistare diventa fondamentale. Secondo lo studio, orientarsi verso i punti vendita più convenienti può tradursi in un risparmio fino a 3.700 euro annui per una famiglia di quattro persone, con vantaggi concreti anche per coppie e single.

Le catene più convenienti secondo Altroconsumo

L’indagine segnala Eurospin come la catena che assicura il massimo risparmio, con costi più bassi del 40% rispetto alla media nazionale. Seguono altre insegne che si distinguono per specifiche tipologie di spesa: Famila per un carrello misto tra prodotti di marca e a basso costo, In’s Mercato come discount più conveniente per il paniere misto, mentre Carrefour primeggia per il risparmio sui prodotti a marchio dell’insegna.

I consigli per risparmiare sulla spesa

Come evidenziato da Matteo Marano, analista di Altroconsumo, il risparmio reale si ottiene seguendo alcune regole: orientarsi sulle classifiche delle catene più convenienti, alternare la spesa tra discount e supermercati, confrontare i prezzi al chilo o al litro e valutare con attenzione i prodotti a marchio commerciale e le promozioni. Non bisogna escludere i prodotti “primo prezzo”: i test mostrano infatti che offrono spesso qualità comparabile ai marchi più noti, ma a un costo inferiore.

Riportiamo qui di seguito integralmente l’indagine Altroconsumo sui supermercati più convenienti.

In tempi in cui il carrello della spesa corre più veloce dell’inflazione e può assorbire fino al 19% del bilancio familiare, scegliere con attenzione dove e cosa acquistare può fare molta differenza. La nostra indagine annuale sui supermercati dimostra come una famiglia di quattro persone possa risparmiare fino a 3.700 euro in dodici mesi orientandosi verso i supermercati più convenienti e selezionando accuratamente i prodotti.

Si tratta di un risparmio considerevole: a fronte di una spesa media annuale di 9.276 euro stimata dall’Istat per un nucleo familiare di quattro componenti, è possibile contenere i costi di quasi il 40%. Il vantaggio economico risulta significativo anche per le coppie, con un risparmio potenziale fino a 3.273 euro su una spesa media di 8.208 euro, e per i singlefino a 2.249 euro su 5.638 euro di spesa annua.

Lo conferma la 36ª edizione dell’indagine annuale di Altroconsumo, che ha analizzato i prezzi in 1.150 punti vendita tra supermercatiipermercati discount, distribuiti in 67 città italiane. In tutto sono stati rilevati circa 1,6 milioni di prezzi relativi a 125 categorie di prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, e per animali domestici. L’obiettivo è chiaro: aiutare i consumatori a orientarsi tra le diverse offerte, scegliendo la catena più conveniente in base al proprio stile di spesa

A ciascuna famiglia il suo risparmio

Ecco quanto può risparmiare al massimo in un anno chi sceglie di andare a fare la spesa presso le catene con indice 100 (le più economiche dell’indagine).

I risparmi sono suddivisi per tipo di famiglia e di spesa.

Carrello sempre più caro: +2,2% in un anno, +26% dal 2021

Nel periodo compreso tra marzo 2024 e marzo 2025, i prezzi nei supermercati oggetto dell’indagine hanno registrato un incremento medio del 2,2%. L’analisi per tipologia di punto vendita evidenzia che i supermercati tradizionali hanno applicato gli aumenti più consistenti (+2,4%), seguiti dai discount (+2,1%) e dagli ipermercati (+1,9%). Pur trattandosi di incrementi contenuti, i rincari risultano comunque superiori a quelli registrati nella rilevazione precedente, segno che le tensioni sui prezzi non si sono ancora esaurite.

Uno sguardo più ampio agli ultimi cinque anni conferma infatti una dinamica inflattiva marcata, ben oltre l’inflazione generale del periodo (+19%). Dal 2021 al 2025 i prezzi medi sono aumentati del 26% nei discount, del 24% nei supermercati e del 23% negli ipermercati. Un dato sorprendente riguarda proprio i discount: pur restando il canale più conveniente, sono stati quelli che hanno applicato i rincari più elevati, complice l’aumento dei costi ma anche strategie orientate a un’offerta più ampia e qualitativamente migliore. Una dinamica che rende sempre più difficile trovare un vero risparmio nel carrello della spesa.Torna all’inizio 

Il risparmio massimo? Fino a 3.700 euro l’anno

La catena che garantisce il massimo risparmio è Eurospin, con una riduzione dei costi di quasi il 40% rispetto alla media nazionale. Per una famiglia di quattro persone, questo si traduce nella possibilità di risparmiare fino a 3.700 euro annui orientandosi verso i prodotti più economici disponibili.

Anche concentrandosi esclusivamente sui prodotti a marchio dell’insegna, il risparmio rimane consistente. In questa categoria, Carrefour offre il maggiore vantaggio economico, consentendo una riduzione fino a 3.308 euro l’anno.

Per le famiglie che adottano un approccio più flessibile nella spesa, acquistando un mix di prodotti di marca, private label e articoli economici – il cosiddetto paniere della spesa mista – il risparmio dipende significativamente dal canale distributivo prescelto. Effettuare una spesa mista presso un discount può comportare un risparmio annuo di 2.838 euro, con In’s Mercato che si posiziona come la catena più conveniente in questa categoria.
Il vantaggio si riduce considerevolmente optando per la spesa mista nei ipermercati supermercati: anche nella migliore delle ipotesi, cioè presso Famila, il risparmio si limita a 208 euro annui.

Per chi predilige prodotti di marca, il risparmio massimo ottenibile è di 506 euro l’anno, sempre attraverso Famila. Tuttavia, questo risultato appare modesto considerando l’ampia variabilità dei prezzi riscontrata: i prodotti di marca presentano le oscillazioni più significative, con differenze che in alcuni casi superano il 100% tra diversi punti vendita.Torna all’inizio 

Le classifiche delle insegne per tipo di spesa

Spesa mista: vincono Famila e In’s Mercato

Analizzando nel dettaglio le classifiche per tipologia di acquisto, la spesa mista rappresenta lo scenario più rappresentativo dei comportamenti reali di consumo. Per questo tipo di carrello – composto da un mix di prodotti di marca, private label e articoli economici – il risparmio dipende fortemente dal canale distributivo prescelto. 

Tra ipermercati e supermercati, Famila e Famila Superstore conquistano il primo posto con indice 100, seguite a brevissima distanza da Coop (101), Conad (102), Panorama e Tigre (entrambe con indice 103). 

Tuttavia, il vero risparmio si ottiene facendo la spesa mista nei discount. In questa categoria domina In’s Mercato, con indice 100. In sua assenza, si può optare per Eurospin (102) o Lidl (106), anch’essi competitivi.

A livello economico, fare la spesa mista in un discount come In’s Mercato può far risparmiare fino a 2.838 euro all’anno alla famiglia di quattro persone, mentre la stessa spesa in un iper o super fa risparmiare al massimo 208 euro scegliendo le insegne Famila.

Carrello dei prodotti primo prezzo: il discount più economico

Per chi punta esclusivamente al prezzo più basso e riempie il carrello con i prodotti meno cari disponibili a scaffale, la scelta ideale restano i discount. Nella classifica dedicata ai “prodotti più economici”, il primo posto va a Eurospin (indice 100), che torna a trionfare dopo aver ceduto posizioni nelle scorse due edizioni dell’indagine. Il secondo gradino del podio è occupato da Aldi (indice 101), mentre al terzo posto si collocano In’s Mercato e Lidl (ex aequo, indice 102).

Non c’è da stupirsi che questa sia la competizione in cui risulta più ampia la forbice tra le prime e le ultime in classifica (ben 35 punti), visto che nella stessa corsa gareggiano catene tradizionali e discount, la cui forza si fonda proprio sul prezzo. Infatti, per incontrare un’insegna tradizionale si deve scorrere fino alla settima posizione (Ipercoop, indice 115).

Come già detto in precedenza, una famiglia di quattro persone che punta ai prodotti più economici può risparmiare 3.700 euro l’anno con Eurospin. Anche per i single e le coppie il taglio della spesa è notevole: rispettivamente 2.249 e 3.273 euro annui.

Spesa di marca: il risparmio è possibile, ma i margini si riducono

Se invece la priorità è acquistare solo prodotti di marca, il margine di risparmio si riduce, ma non è trascurabile. Anche qui, la scelta del punto vendita fa la differenza: lo stesso prodotto può costare il doppio a seconda del supermercato. In media, tra un negozio e l’altro, le differenze di prezzo per i marchi famosi arrivano al 100%, con punte anche del 200% in alcune città.

La catena più conveniente per questo tipo di spesa è Famila (indice 100), insieme a Famila Superstore. Sul secondo gradino del podio troviamo EsselungaEsselunga SuperstoreIpercoop e Spazio Conad (tutti con indice 101). Seguono CarrefourInterspar Panorama (102), Conad Superstore e Coop (103), EurosparPam e Tigre (104), fino a Carrefour Market (108), che chiude la classifica.

Per una famiglia di quattro persone, il risparmio massimo in questa categoria, scegliendo il primo in classifica (Famila o Famila Superstore), si ferma a 506 euro l’anno. Per una coppia447 euro; per un single307 euro. Non cifre da capogiro, ma comunque significative se si considera la spesa totale annua.

I prodotti a marchio dell’insegna: vincono quelli Carrefour

Sempre più italiani scelgono prodotti a marchio del supermercato, le cosiddette private label. In genere sono più economici dei corrispettivi di marca, ma presentano una buona qualità e rappresentano una fascia intermedia tra i “primo prezzo” e i brand più noti. In questa classifica, la catena più conveniente è Carrefour, che conquista l’indice 100. Subito dietro seguono Spazio Conad (101) e Conad (103).  

Anche per questo paniere si registra una forte variabilità: tra i prodotti a marchio Carrefour e i più cari, firmati Eurospar, si rileva un divario di prezzo del 18%

In termini economici, per una famiglia di quattro persone, il risparmio annuo ottenibile scegliendo di mettere nel carrello solo i prodotti a marchio commerciali è di 3.308 euro2.927 euro per una coppia e 2.011 euro per un single. Va detto che, dopo l’acquisizione di Carrefour Italia da parte del gruppo NewPrinces, il marchio francese dovrebbe essere comunque mantenuto per i prossimi tre anni.

Convenienza e concorrenza: il Nord batte il Centro-Sud

Dopo aver passato in rassegna le insegne, è la volta di svelare gli indirizzi dei negozi in cui risiede la convenienza nelle 67 città considerate. Le classifiche dei punti vendita si basano sui prezzi dei prodotti più diffusi, vale a dire quelli di marca, e sui negozi dove è più facile trovarli in assortimento, cioè ipermercati e supermercati.

La classifica dei punti vendita: a Venezia quello meno caro

Il vincitore assoluto è l’Iper Rossetto di Marcon, vicino Venezia, che ottiene l’indice 100 e diventa quindi la pietra di paragone per valutare la convenienza di tutti gli altri punti vendita. La catena Rossetto, del resto, domina stabilmente la nostra classifica da anni: ben cinque dei suoi negozi figurano nelle prime dieci posizioni. Anche se, tra le città del Veneto, è Verona che può vantare il maggior numero di negozi tra i primi 30 classificati.

Dopo Rossetto, sul secondo gradino del podio sale l’Iperal di Como, mentre tra i primi dieci troviamo anche tre punti vendita Mega (a PordenoneTreviso e Udine).

E al Centro-Sud? La rappresentanza è scarsa, ma incontriamo comunque Coop.fi di Sesto Fiorentino e un punto vendita Dok Supermercati di Taranto, entrambi con indice 107.

Chiudono invece la classifica i due indirizzi più cari dell’indagine: un Despar di Cagliari (indice 131) e un Sigma di Bologna (indice 132).


Il costo della spesa al supermercato, regione per regione

La spesa al supermercato costa mediamente di meno al Nord rispetto al Centro e al Sud Italia. Una famiglia italiana spende in media 7.250 euro l’anno. Nelle regioni di colore verde, le più economiche, non si superano i 7.000 euro.

Prezzi piatti a Napoli e Caserta, frizzanti a Como, Bologna e Roma

Le città del Nord confermano di essere le più competitive. A Como, per esempio, scegliendo il supermercato più economico si possono risparmiare fino a 1.386 euro l’anno. Anche Roma e Bologna offrono margini importanti, con differenze che superano i 1.300 euro annui tra il negozio più economico e quello più caro. Milano è leggermente sotto, ma sempre su cifre rilevanti.

Al Sud la situazione è diversa: la concorrenza è più blanda. Le città che da questo punto di vista fanno peggio sono Napoli e Caserta:il risparmio massimo si ferma sotto i 50 euro l’anno.

Nel Centro ItaliaFirenze offre possibilità di risparmio fino a 970 euro, mentre in altre città come PerugiaArezzoPisa, Pescara, Latina Prato si può risparmiare tra i 400 e i 700 euro annui.

A Venezia il primato del risparmio, Sassari la meno economica

Se invece guardiamo al totale dello scontrino annuo, la sorpresa è rappresentata da Venezia: una famiglia attenta può contenere la spesa annuale a soli 6.260 euro. Bene anche Como (6.282 euro) e Verona (6.386 euro).

Sul fronte opposto, Sassari si posiziona come la città meno economica, con un minimo di spesa che non scende sotto i 7.410 euro all’anno.

Il quadro generale conferma che in fatto di spesa al supermercato le regioni del Nord sono le più convenienti. Al Sud, invece, prezzi alti e redditi bassi creano una doppia penalizzazione per le famiglie. Il Centro Italia rimane in una posizione intermedia.

Le differenze regionali: in Puglia la spesa pesa di più sul bilancio familiare

Gli estremi sono rappresentati da Sicilia e Val d’Aosta: una famiglia siciliana spende in media il 10% in meno rispetto a una valdostana nell’arco di un anno, cioè 6.836 euro contro 7.605 euro l’anno.

Ma è sul peso della spesa sul bilancio familiare che emergono le differenze più significative. In Puglia la spesa assorbe il 19,3% del reddito familiare, in Calabria il 19,2%, in Campania il 18,5%, in Basilicata il 18,3%. Tutte regioni dove le famiglie guadagnano meno di 40.000 euro l’anno.

Al contrario, in Trentino-Alto Adige e Lombardia la spesa pesa solo il 10,7% e l’11,1% del bilancio familiare, grazie a redditi superiori ai 60.000 euro annui. Anche in Emilia-RomagnaVenetoPiemonteLiguria e Toscana rimane sotto il 13%.

La differenza tra l’incidenza più bassa (10,7%, Trentino-Alto Adige) e quella più alta (19,3%, Puglia) è di 8,6 punti: significa che per i pugliesi la spesa pesa l’80% in più rispetto ai trentini e altoatesini.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

Related Post