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Gio. Lug 16th, 2026

La cucina italiana vale 250 miliardi: crescita e nuove abitudini

La cucina italiana continua a rappresentare un’eccellenza a livello mondiale. Nel 2024 ha raggiunto un valore complessivo di 251 miliardi di euro, con un incremento del +4,5% su base annua. Secondo il nuovo Deloitte Foodservice Market Monitor 2025, la cucina tricolore rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio al tavolo (Full Service Restaurant) ed è particolarmente rilevante negli Stati Uniti e in Cina, che da sole coprono oltre il 65% dei consumi globali. Approfondimenti sul tema sono disponibili anche su Food Affairs.

Italia tra i principali mercati mondiali del foodservice

L’Italia si conferma tra i mercati più significativi del foodservice: sesto posto a livello globale per valore complessivo, quarto per i ristoranti con servizio al tavolo e quinto per i Quick Service Restaurant. Nel 2024 il settore italiano ha generato 83 miliardi di euro, registrando un +2% e superando i livelli pre-pandemici. Pur rimanendo un mercato frammentato, le catene stanno crescendo rapidamente: la loro incidenza è passata dal 7% del 2019 al 10% attuale, con un’espansione trainata soprattutto dai Quick Service Restaurant (+13,3% CAGR 2019–2024, contro il +7,6% globale).

“Il settore del Foodservice – ha dichiarato Tommaso Nastasi, Partner e Value Creation Service Leader di Deloitte Italia – sta attraversando una fase di normalizzazione dopo la ripresa post-pandemica, ma resta dinamico e ricco di opportunità. Il tasso di crescita doppio rispetto al periodo pre-Covid e l’espansione dei format più scalabili come i Quick Service Restaurant mostrano un’evoluzione chiara delle abitudini di consumo e dei modelli di business”.

Andamento globale della ristorazione

A livello internazionale, la ristorazione ha raggiunto un valore di 2.916 miliardi di euro nel 2024, segnando un nuovo equilibrio dopo la pandemia. Il ritmo di crescita si è attestato al +4,2% nel biennio 2023-2024, il doppio rispetto al +2,1% medio del 2016-2019. Il Nord America ha guidato la ripresa grazie al predominio dei Quick Service Restaurant, seguito dall’Europa, mentre l’Asia-Pacifico si conferma l’area con le migliori prospettive di crescita (+3,1% CAGR 2024-2029). Anche il QSR continuerà a guadagnare terreno, con una crescita del +2,5% CAGR 2024-2029, superiore al 2,2% previsto per l’intero comparto.

Le preferenze dei consumatori stanno cambiando: il 65% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili e il 76% dichiara di ridurre il consumo di carne per motivi ambientali. Il ristorante viene vissuto sempre più come luogo di socializzazione, soprattutto per la Gen Z che frequenta ristoranti e takeout 3-4 volte al mese, con una spesa in aumento dello 0,7% nel 2025 rispetto all’anno precedente.

Innovazione e nuove strategie per il settore

Gli operatori affrontano la pressione su margini e manodopera attraverso innovazione e digitalizzazione. Oltre il 50% ha investito in automazione, il 58% ha rivisto i menù per ottimizzare i costi. Crescono le esperienze personalizzate, l’uso di ingredienti premium e l’attenzione all’ambiente, con l’obiettivo di fidelizzare i clienti.

Operazioni di M&A e prospettive future

Il dinamismo del settore è confermato anche dalle operazioni di M&A. In Italia il numero medio annuo di transazioni è raddoppiato rispetto al periodo pre-Covid, in linea con il trend europeo. Gli investitori puntano su format ad alto potenziale come Fast Food, Healthy Food e Pizza, che insieme rappresentano il 21% dei deal post pandemia.

“Nei prossimi anni – ha concluso Nastasi – ci aspettiamo una crescita più moderata a livello globale, ma con dinamiche qualitative sempre più centrali. L’Asia-Pacifico guiderà l’espansione con circa tre punti percentuali in più tra il 2024 e il 2029. In Italia saranno i Quick Service Restaurant a trainare la crescita, con modelli digitali e scalabili capaci di rispondere alle nuove preferenze generazionali”.

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