Il turismo italiano sta attraversando una fase di trasformazione, e uno degli aspetti più critici è l’aumento dei prezzi che sembra non arrestarsi. Tra le mete più colpite dal fenomeno c’è la Riviera romagnola, storica destinazione estiva per gli italiani. A sottolinearlo, in un’intervista riportata da Open, è Mirko Casadei, figlio del celebre Raoul, che non nasconde la propria amarezza: «Quando per due gamberi fritti spendi 25 euro — per fortuna non ovunque — qualche domanda te la fai». Parole che suonano come un campanello d’allarme per una regione da sempre sinonimo di vacanza accessibile e spensierata.
Dal boom post-Covid alla prudenza attuale
Dopo il periodo post-Covid, che aveva visto il tutto esaurito, oggi il turismo appare meno vivace e più cauto. Casadei attribuisce il cambiamento al peso crescente delle spese familiari: si viaggia meno, si preferiscono i weekend brevi e si valutano attentamente i costi prima di partire. Il rincaro non riguarda solo i ristoranti, ma tocca anche carburante, pedaggi autostradali, hotel e l’impatto del traffico. A complicare il quadro contribuisce l’incertezza del presente: «La vacanza è spensieratezza. Il contrario di quello che viviamo».
Le difficoltà delle strutture ricettive
La crisi colpisce anche le strutture alberghiere, in particolare quelle a conduzione familiare. «La piccola pensione da 20-30 camere con la zdaura che fa le tagliatelle non esiste più. Le nuove generazioni faticano a mantenere questo modello e per aggiornarsi servono investimenti importanti, che non tutti possono permettersi». Per Casadei, la Romagna deve riscoprire la sua identità basata su festa e convivialità: «Siamo ancora identificati come la terra della festa e del divertimento, e da qui dobbiamo ripartire. Negli ultimi anni abbiamo avuto la pancia piena, dimenticando come valorizzare questa cifra».
Tra le sue proposte, anche un’idea suggestiva: «Riaprire le spiagge di notte… un bagno notturno in una spiaggia illuminata. In Romagna devi essere libero di fare le ore piccole».

