È bastata una semplice aggiunta di pepe per scatenare l’ennesima polemica sul caro prezzi dell’estate 2025 in Puglia. A denunciarlo è stato un cliente, che ha condiviso sui social uno scontrino dove figura un sovrapprezzo di 50 centesimi per una spolverata di pepe chiesta come extra su una pizza ordinata in un locale del barese.
La denuncia del cliente e lo scontrino virale
Lo scontrino – riporta Leggo.it – ha fatto rapidamente il giro del web, suscitando indignazione e rafforzando il malumore generale che molti residenti esprimono da anni contro i costi considerati eccessivi praticati da alcune attività turistiche locali durante l’alta stagione.
Sovrapprezzi e micro-extra, un’estate di casi controversi
Il caso del pepe non è isolato. Pochi giorni fa aveva fatto discutere la decisione di una pasticceria veneta di applicare un sovrapprezzo di 10 centesimi per il semplice taglio a metà di una brioche, come riportato da Food Affairs. Anche in quel caso, la condivisione dello scontrino da parte del cliente aveva acceso un dibattito sull’equità e la trasparenza dei costi nei pubblici esercizi italiani.
Il nodo della trasparenza nei menu
La questione centrale resta la mancanza di chiarezza nel comunicare al cliente i possibili extra applicati su richieste personalizzate. Secondo il Codice del Consumo, ogni variazione al prezzo del prodotto base dovrebbe essere comunicata in modo visibile, cosa che nella pratica non sempre avviene. Molti utenti si sono chiesti se sia legittimo addebitare somme per servizi così basilari senza un’informazione preventiva, in un contesto dove l’offerta turistica è già sottoposta a forte scrutinio per l’aumento generalizzato dei prezzi.
Una questione di percezione e fiducia
Se da un lato i ristoratori si difendono ricordando i rincari delle materie prime e il caro-energia che gravano sui bilanci aziendali, dall’altro lato il cliente medio percepisce un’inflazione dei servizi minimi come un segnale di scarsa correttezza. A farne le spese, soprattutto in territori ad alta vocazione turistica come la Puglia o il Veneto, è la fiducia nei confronti del comparto ristorazione, che sempre più spesso si trova a dover giustificare ogni voce di spesa.
Il tema della trasparenza nei listini e nei piccoli extra resta al centro di un dibattito destinato a riaccendersi a ogni nuova stagione.

