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Dom. Giu 14th, 2026

Turismo esperienziale protagonista dell’estate: soggiorni più brevi ma in crescita

Turismo esperienziale ed enogastronomico
Turismo esperienziale ed enogastronomico

A pochi giorni da Ferragosto si prevede il tutto esaurito nelle strutture agrituristiche italiane. Tuttavia, l’estate 2025 per il comparto appare segnata da luci e ombre. Secondo le rilevazioni di Agriturist, associazione di Confagricoltura, l’andamento della stagione conferma la tenuta del settore, pur evidenziando la necessità di adattarsi alle nuove abitudini di viaggio.

Il turismo rurale cambia volto

“La tendenza dominante è la minore durata dei soggiorni, con prenotazioni di due o tre notti al massimo, e una crescita del fenomeno delle vacanze ‘mordi e fuggi’ – afferma il presidente di Agriturist, Augusto Congionti –. Le prenotazioni sono sempre più sotto data, rendendo difficile per le imprese pianificare e gestire l’offerta al meglio. Si tratta di una dinamica che accomuna l’intero settore turistico, dagli agriturismi agli alberghi”.

Il valore crescente del turismo esperienziale

La domanda si orienta sempre più verso proposte personalizzate e di qualità, espressione autentica del turismo esperienziale legato al territorio e alla ruralità. Agriturist sottolinea l’importanza di investire su questo tipo di offerta, elemento distintivo delle aziende associate, caratterizzate da lunga storia e ampia gamma di servizi. Al primo posto tra le preferenze degli ospiti c’è il contatto diretto con la natura, con il 53% che cerca escursioni e il 26% attività sportive come bike, trekking ed equitazione, seguite da degustazioni e ristorazione tipica.

L’associazione ribadisce il proprio impegno a valorizzare queste esperienze, che costituiscono un asset competitivo del turismo agricolo italiano.

Presenze stabili rispetto al 2024

“Nonostante il quadro generale incerto, la maggior parte degli operatori ha valutato l’estate 2025 in linea con l’anno precedente – aggiunge Congionti – con un mese di giugno sotto le aspettative, un luglio con un tasso medio di occupazione delle camere del 60% e un agosto che si conferma il mese di punta. Diverse strutture segnalano una buona tenuta anche per settembre”.

Famiglie e stranieri trainano la stagione

La clientela è costituita per il 68% da famiglie e per circa un quarto da turisti stranieri, in costante aumento. A essere particolarmente ricercati sono paesaggi naturali e patrimonio culturale, elementi centrali per il posizionamento del turismo rurale italiano. Sul versante nazionale, invece, si registra una contrazione dovuta alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.

Dal 2019 a oggi, le presenze turistiche in Italia sono aumentate dell’8,3%, posizionando il nostro Paese al secondo posto in Europa dopo la Spagna, che ha registrato una crescita dell’11,2%.

Le mete più richieste e le difficoltà del settore

Le regioni più richieste sono Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Piemonte, con la Puglia che si distingue ancora una volta per performance molto positive. Tuttavia, permangono criticità diffuse, come la carenza di personale qualificato. A ciò si sommano gli aumenti generalizzati dei costi di gestione, in particolare per energia, materie prime e servizi.

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