Lun. Set 14th, 2026

Feste d’agosto e grigliate nel mondo: consigli, miti da sfatare e feste, dal braai all’asado

yakiniku
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Ferragosto, una delle ricorrenze estive più amate in Italia, è il momento ideale per ritrovarsi con amici e familiari tra grigliate all’aperto, gite fuori porta e giornate di relax al mare o in montagna. Per celebrare lo spirito di convivialità che caratterizza questa festa, HelloFresh – leader nel servizio di box ricette a domicilio – e Babbel – app dedicata alla comprensione reciproca attraverso le lingue – propongono un viaggio tra le tradizioni culinarie più affascinanti legate al barbecue, unendo parole, sapori e riti provenienti da diverse culture del mondo.

Dal “braai” sudafricano all’“asado” argentino: il giro del mondo in griglia

Tra tagli di carne pregiata, condimenti ricchi di gusto e persino giornate nazionali dedicate, le due realtà raccontano come la grigliata, ovunque venga preparata, rappresenti non solo un momento di piacere gastronomico, ma soprattutto un’occasione per condividere tempo e convivialità con le persone care.

  • Lo “yakiniku” giapponese: traducibile letteralmente in “carne alla griglia” (da “yaki” – “grigliare” e “niku” – “carne”), lo “yakiniku” è un’esperienza culinaria e sociale giapponese introdotta ad Osaka dagli immigrati coreani. In giapponese esistono molte parole composte simili: “yakitori” (pollo grigliato) e “yakisoba” (spaghetti saltati alla piastra) seguono la stessa struttura, offrendo uno spunto interessante per esplorare il vocabolario gastronomico. La grigliata si basa principalmente su carne di manzo, specialmente wagyu, ma include anche pollo, agnello, frutti di mare e verdure. Il braciere, posto al centro del tavolo e alimentato a carbone, favorisce la convivialità durante la cottura. I piatti vengono poi accompagnati da salse “tare” a base di soia, zucchero, mirin e sake, arricchite con aglio, semi di sesamo e cipollina tritata per un’esperienza personalizzata.
  • L’“asado” argentino e l’”asador”: il termine spagnolo “asado” si traduce in “arrostito” e viene utilizzato per descrivere una tecnica di cottura originaria dell’Argentina e molto popolare in Sud America. In spagnolo, il suffisso “-ado” indica spesso un’azione conclusa o una trasformazione, come in “preparado” (preparato) o “quemado” (bruciato), rendendo “asado” un termine che suggerisce qualcosa di cucinato lentamente e a lungo. Questo metodo di preparazione della carne, tipicamente di pollo e manzo, richiede la figura dell’“asador” o “parrillero”, esperto nella gestione della brace e nella cottura della carne, un sapere tramandato di generazione in generazione. L’asado si cucina in diverse varianti – “al palo” (allo spiedo), “a la parrilla” (alla griglia) o “a la fiamma” (a contatto diretto con la fiamma) – sempre sotto la supervisione attenta dell’asador.
  • Il “braai” sudafricano e il “braaimaster”: la parola “braai” in lingua afrikaans indica semplicemente il “barbecue” o la “griglia”, ma il significato culturale che porta con sé è profondamente radicato nella storia sudafricana. Infatti, durante l’apartheid, il braai emerse come simbolo di resistenza ed unità, tanto da essersi guadagnato una festa nazionale dedicata, il “National Braai Day”, che cade il 24 settembre. Il termine deriva dal verbo olandese “braden” (arrostire), evidenziando il legame linguistico tra afrikaans e neerlandese. Per i Sudafricani, il braai è uno stile di vita basato sulla condivisione, con il “braaimaster” come esperto della brace. Tra le pietanze tipiche ci sono i “boerewors” (salsicce speziate), i “sosaties” (spiedini marinati), la “pap” (polenta di mais) e la “chakalaka” (salsa piccante di verdure).
  • Il “mangal” turco: la parola “mangal”, che trae origine dall’arabo “manqal”, ovvero “portatile”, storicamente si riferiva alle griglie mobili che i beduini usavano per riscaldarsi dal freddo delle notti nel deserto. Al giorno d’oggi, il mangal è associato principalmente alla Turchia, dove è visto come un rituale sociale ed un’occasione di convivialità, soprattutto durante i picnic. La preparazione del mangal prevede una divisione del lavoro tra chi accende la brace e chi cuoce la carne, ideale per grigliare tagli come gli “shishlik”, spiedini persiani di manzo e agnello, spesso serviti con la “çoban”, l’insalata del pastore.
  • Il “barbecue” americano e il “pitmaster”: celebre in tutto il mondo, la parola “barbecue” ha origini remote. Secondo alcune fonti, il termine deriverebbe dal vocabolo “barbacoa”, utilizzato dai popoli indigeni dei Caraibi per indicare una struttura in legno su cui veniva cotta lentamente la carne. Gli esploratori spagnoli importarono la tecnica e il termine in Europa. Un’ipotesi meno accreditata fa risalire “barbecue” all’espressione francese “de la barbe à la queue”, contratta in barbecue. Negli Stati Uniti, il barbecue è una vera istituzione, soprattutto negli Stati del Sud, dove il “pitmaster” ha un ruolo centrale. La zona che si estende dalla Carolina del Nord e del Sud fino al Texas e al Midwest è nota come “Barbecue Belt”. Sulla piattaforma di HelloFresh è possibile trovare proprio la ricetta del Burger alla griglia ispirato alla cucina americana, con pulled pork e salsa BBQ.
  • Il “churrasco” brasiliano: derivato dal verbo spagnolo-portoghese “churrascar” (“bruciare” o “cucinare arrosto”), si tratterebbe di un termine onomatopeico relativo al suono della carne che sfrigola sul fuoco. È molto diffuso in Sudamerica e in particolare in Brasile dove le “churrascarias” (ristoranti specializzati in churrasco) propongono il servizio “rodízio” o “espeto corrido”: i camerieri girano per i tavoli con grandi spiedi (“espetos”) pieni di vari tagli di carne (come picanha, costela, fraldinha) che vengono direttamente serviti nei piatti dei clienti.

I consigli degli esperti: sfatare i falsi miti e perfezionare la grigliata

Secondo i recipe developer di HelloFresh, cucinare alla griglia può essere più complesso di quanto sembri, soprattutto se ci si lascia influenzare da convinzioni errate. In occasione del lancio della campagna estiva dedicata alle “ricette BBQ”, gli esperti hanno raccolto alcune raccomandazioni per sfatare i falsi miti più diffusi e migliorare i risultati in cucina.

Uno dei più comuni riguarda l’idea che “più carbone significhi più calore”: in realtà, un eccesso può rendere difficile il controllo della temperatura e compromettere la cottura. Anche la credenza secondo cui la carne vada “sigillata” ad alte temperature per trattenere i succhi è fuorviante: durante la cottura, l’umidità interna tende comunque a disperdersi, poiché le fibre muscolari non possono trattenerla.

L’uso dell’olio direttamente sulla griglia, spesso ritenuto utile, è in realtà controproducente: può provocare fiammate improvvise e alterare il sapore degli alimenti. Meglio condire la carne a fine cottura, così da esaltarne i sapori senza che le alte temperature ne compromettano il gusto.

Gli esperti sottolineano inoltre come la tradizione della braciata sia profondamente radicata nella cultura italiana. Un momento conviviale in cui la griglia diventa protagonista non solo per la carne – dalle salsicce alle costine fino agli spiedini – ma anche per una grande varietà di ingredienti di stagione. Melanzane, peperoni, zucchine e pane grigliato per bruschette condite con olio extravergine, aglio, pomodori o aromi locali completano un rituale semplice e genuino, simbolo di condivisione, stagionalità e gusto autentico.

Le feste che accendono il mese di agosto in tutto il mondo (tra gamberi, pomodori e danze colorate)

Oltre alla giornata di Ferragosto in Italia, gli esperti di Babbel raccontano come in tutto il mondo il mese di agosto sia costellato di festività giocose e uniche profondamente radicate nelle culture locali.

  • La Kräftskiva svedese: i primi giorni di agosto in Svezia segnano l’inizio della stagione dei gamberi di lago, un momento che offre l’occasione per ritrovi conviviali chiamati “kräkftskiva”, letteralmente le “feste del gambero”. In svedese, “kräfta” significa gambero di fiume e “skiva” può indicare sia “fetta” che “festa”: un curioso esempio di polisemia. La tradizione vuole che ci si ritrovi per cena e si festeggi costruendo cappelli di carta stravaganti e lanterne di carta fantasiose, accompagnando il tutto con canti popolari e brindisi.
  • La Tomatina spagnola: questo festival spagnolo di fama mondiale si tiene ogni anno l’ultimo mercoledì di agosto a Buñol, vicino a Valencia. La Tomatina prende il suo nome da “tomate”, ovvero “pomodoro” in spagnolo, e consiste in una caotica battaglia di pomodori scartati o marci, che i partecipanti si lanciano addosso per un’ora senza restrizioni. L’espressione spagnola “estar como un tomate”, che si riferisce a chi è arrossito in viso, si collega anche visivamente al festival. L’evento prosegue con celebrazioni spagnole tipiche, tra gare di paella e musica che anima tutta la nottata.
  • L’Awa Odori giapponese: uno dei festival di danza più iconici e rinomati del Giappone, l’Awa Odori, incanta ogni anno in agosto le strade di Tokushima City, in uno spettacolo vibrante di danze accattivanti e vivaci. “Odori” significa “danza” in giapponese, mentre “Awa” è l’antico nome della prefettura di Tokushima. Un esempio di come il nome di una tradizione custodisca tracce della geografia e della storia locale. I partecipanti indossano colorati “yukata”, dei kimoni estivi leggeri, e invadono le strade in una lunga e coinvolgente coreografia collettiva. Anche gli spettatori sono invitati a prendere parte alle danze, in un comune spirito di riunione tra culture diverse attraverso la danza.

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