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Mar. Mag 12th, 2026

Uva da tavola: trainano varietà senza semi e famiglie con bambini. Serve piano di comunicazione

L’uva da tavola si conferma protagonista nel settore ortofrutticolo italiano, con un trend in controtendenza rispetto al calo generalizzato dei consumi. È quanto emerso dal focus sugli acquisti presentato da Ismea, nella giornata conclusiva dell’evento Regina di Puglia, a cura dell’analista Mario Schiano, con dati in anteprima nazionale.

Nel 2024, il successo delle varietà senza semi (seedless) ha favorito un incremento complessivo degli acquisti di uva da tavola: +4,6% in quantità e +10,4% in valore rispetto al 2023. L’impennata ha coinvolto anche le uve tradizionali, dimostrando come l’interesse per il prodotto sia stato generalizzato. Un ruolo determinante lo ha avuto il boom delle uve confezionate, cresciute dell’11% in un anno e con un trend medio positivo del 4,8% negli ultimi quattro anni. Se nel 2020 il confezionato rappresentava il 27% del totale acquistato, nel 2024 ha raggiunto il 47%.

La grande distribuzione gioca un ruolo chiave: i supermercati assorbono il 38% della spesa complessiva in uva da tavola, seguiti da discount e ipermercati (22% ciascuno), mentre i negozi tradizionali rappresentano solo l’8% e altri canali il 10%.

Giovani e famiglie spingono la domanda

L’analisi Ismea, basata su dati Nielsen relativi a un campione rappresentativo di famiglie italiane, mostra un netto aumento degli acquisti da parte della fascia 35-44 anni: +8,8% tra 2023 e 2024, con un picco del +12,8% al Sud. Il merito è della maggiore praticità di consumo, soprattutto per i bambini, favorita dall’assenza di semi e dalla confezione che trasmette sicurezza e igiene.

I numeri sono ancora più significativi se si guarda alle famiglie con bambini piccoli, dove si è registrato un incremento del +18,9% in un solo anno, con una punta del +24,5% nel Centro Italia. Anche le famiglie con figli più grandi mostrano segnali positivi: +8,7% a livello nazionale, con un +12,1% nel Nord Est.

Le indicazioni per il settore

Schiano ha suggerito tre direttrici strategiche per il comparto:

  1. Aumentare la grammatura delle confezioni: una maggiore quantità per singolo acquisto potrebbe tradursi in un incremento dei volumi totali.
  2. Comunicazione più efficace: le attuali confezioni sono poco attrattive e poco “parlanti”. Serve puntare su packaging che coinvolga anche i bambini e favorisca l’acquisto d’impulso.
  3. Focus sulla sostenibilità: è necessario investire in imballaggi più sostenibili, rispondendo così alle crescenti esigenze ambientali dei consumatori.

Il successo dell’uva da tavola tra i giovani e le famiglie evidenzia nuove opportunità per l’intero comparto ortofrutticolo, chiamato ora a rispondere con soluzioni innovative in termini di prodotto, confezionamento e comunicazione.

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