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Gio. Gen 15th, 2026

Usa verso etichetta chiara sui cibi ultra-processati. Kennedy Jr.: “responsabili di un’epidemia di malattie croniche”

Una svolta nella politica alimentare statunitense. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (Hhs), il Dipartimento dell’Agricoltura (Usda) e la Food and Drug Administration (Fda) hanno annunciato una richiesta congiunta di informazioni (Request for Information, Rfi) per raccogliere dati e arrivare alla prima definizione federale ufficiale degli alimenti ultra-processati.

Kennedy Jr.: “Alimenti ultra-processati responsabili di un’epidemia di malattie croniche”

“Stanno alimentando un’epidemia di malattie croniche”, ha dichiarato Robert F. Kennedy Jr., segretario dell’Hhs, come riporta Adnkronos, sottolineando l’urgenza di agire per “eliminare le cause profonde delle patologie croniche e migliorare la qualità dell’alimentazione americana”.

Obiettivo: un’etichettatura chiara e condivisa

“Attualmente non esiste una definizione univoca e autorevole per gli alimenti ultra-processati nella filiera statunitense”, si legge nella nota diffusa dai tre enti. La mancanza di una classificazione uniforme ostacola trasparenza e interventi mirati. Secondo Kennedy, una definizione federale permetterebbe di rafforzare l’iniziativa “Make America Healthy Again”, fornendo ai consumatori strumenti per compiere scelte alimentari più consapevoli.

Brooke L. Rollins, a capo dell’Usda, ha sottolineato che la richiesta di informazioni rappresenta “un passo avanti per promuovere decisioni alimentari migliori”. Rollins ha ricordato come l’iniziativa si inserisca nel quadro dell’impegno voluto dal presidente Trump per migliorare la salute delle famiglie e delle comunità statunitensi.

Coinvolgimento della filiera e ricerca scientifica

Secondo quanto riportato da Adnkronos, la definizione unificata sarà costruita con il contributo di tutti gli attori del sistema alimentare. I rappresentanti di Hhs, Usda e Fda hanno precisato che i protagonisti della filiera agricola saranno parte integrante del processo.

Marty Makary, commissario della Fda, ha commentato: “Le minacce degli alimenti considerati ultra-processati per la nostra salute sono chiare e convincenti. Per questo motivo è fondamentale collaborare a livello federale per arrivare a una definizione comune”.

Dati e studi a supporto del nuovo standard

Secondo le stime riportate nella nota ufficiale, circa il 70% dei prodotti confezionati presenti nel mercato statunitense è classificabile come ultra-processato. Oltre il 60% delle calorie assunte quotidianamente dai bambini deriverebbe da questi prodotti.

Numerosi studi scientifici citati nel documento collegano il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati a malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, cancro e disturbi neurologici. Una definizione condivisa consentirebbe maggiore coerenza nella ricerca e nella formulazione delle politiche sanitarie, aprendo la strada a interventi mirati.

Al via la consultazione pubblica sul registro federale

La richiesta di informazioni sarà pubblicata oggi, 24 luglio, sul registro federale, come riferisce Adnkronos. L’obiettivo è raccogliere opinioni e dati su quali criteri dovrebbero definire un alimento come ultra-processato. Parallelamente, la Fda e i National Institutes of Health (Nih) stanno investendo in ricerche avanzate nell’ambito del programma Nutrition Regulatory Science, recentemente avviato.

Il Dipartimento guidato da Kennedy Jr. continuerà a sviluppare politiche e programmi per ridurre l’impatto delle malattie croniche e garantire un futuro più sano per la popolazione statunitense.

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