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Mer. Mar 11th, 2026

Controlli su latte crudo troppo gravosi in alpeggi. Slow Food: comunicazione chiara per i consumatori

Slow Food Italia interviene con fermezza sulle nuove linee guida ministeriali per il controllo del rischio Stec (Escherichia Coli) nel latte crudo e nelle produzioni casearie, esprimendo preoccupazione per il futuro delle aziende artigianali, in particolare quelle che operano negli alpeggi.

L’associazione critica le linee guida ministeriali per il rischio Stec e difende i piccoli produttori in alpeggio

L’associazione sottolinea come i controlli previsti risultino troppo onerosi e difficilmente sostenibili per molte realtà produttive, soprattutto in montagna. Le soluzioni proposte, osserva Slow Food, superano spesso le possibilità economiche dei piccoli produttori e rischiano di compromettere una parte importante della produzione casearia tradizionale italiana.

Una richiesta ai decisori politici: tutelare il latte crudo e chi lo produce

Slow Food ha redatto un documento rivolto ai decisori politici, invitandoli a valutare con attenzione le esigenze dei produttori artigianali a latte crudo, evidenziando che, sebbene l’Escherichia Coli Stec possa generare problemi in casi rarissimi, si tratta di un batterio presente anche in altri alimenti come carne cruda, salumi, ortaggi, farine e persino nell’acqua potabile. Nonostante ciò, l’intervento del ministero si concentra unicamente sui formaggi a latte crudo.

I dati a confronto: Stec e Listeria

Nel 2023, secondo i dati citati da Slow Food, in Italia sono stati registrati 96 casi di contaminazione da Stec, nessuno dei quali fatale. In Europa, i casi sono stati 10.217, con 31 decessi. In confronto, la Listeria, presente anche nei formaggi a latte pastorizzato, ha registrato in Italia 231 casi e 2952 in Europa, con una letalità superiore al 20%, per un totale di 335 decessi.

Formazione e comunicazione come risposta

Alla luce di questi elementi, Slow Food auspica un piano nazionale di formazione per produttori e allevatori, e soprattutto una comunicazione chiara, corretta e attenta per i consumatori. Secondo l’associazione, è fondamentale fornire anche indicazioni precise sulle precauzioni necessarie per le categorie più fragili, anziché adottare misure che rischiano di penalizzare un intero comparto produttivo.

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