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Sab. Gen 24th, 2026

Crolla l’export del vino italiano negli Usa già nel primo mese di dazi

Peggiorano i numeri dell’export italiano di vino, che chiude il primo quadrimestre del 2025 con un tendenziale negativo del -3,7% a volume e, per la prima volta dall’inizio dell’anno, anche a valore (-0,9%) per un totale di 2,5 miliardi di euro. A pesare sul bilancio, come segnala l’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv) su base Istat, è soprattutto l’impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti: ad aprile, primo mese di applicazione (con aliquote al 10%, ma temporaneamente al 20% nei primi giorni), l’export verso il mercato americano ha registrato una flessione del -7,5% a volume e del -9,3% a valore rispetto allo stesso mese del 2024. Anche maggio mostra una dinamica negativa, con un’ulteriore contrazione del -3,4% a volume e del -3% a valore.

Uiv lancia l’allarme su tutto il comparto

Secondo Uiv, la frenata negli Usa, unita al calo nei mercati extra-UE (-7,4% a volume e -1,7% a valore) e a un’Europa interna sostanzialmente stagnante, preannuncia una seconda parte dell’anno ancora più difficile. Decisiva, secondo l’Osservatorio, è stata la corsa alle scorte negli ultimi mesi del 2024 da parte degli importatori statunitensi, che ha drogato le performance e alterato le basi di confronto per il 2025.

Frescobaldi: “Scenario mutato, servono nuove strategie”

“Premesso che il calo dei consumi penalizza non solo il vino italiano, ma tutti i principali Paesi produttori – ha commentato Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini – è oggi fondamentale prendere atto di come lo scenario della domanda sia mutato. Una doccia fredda dopo anni di crescita e dopo l’accelerazione delle spedizioni degli ultimi mesi. È quanto mai urgente considerare i fatti per quello che sono e adeguarsi, si spera temporaneamente, alle nuove condizioni di mercato. Anche in questo senso, i dazi statunitensi impongono un’accelerazione. Dobbiamo – e siamo in grado di farlo – salvaguardare un asset che, con un attivo di 7,5 miliardi di euro, è da tempo sul podio tra i comparti tricolori della bilancia commerciale”.

Castelletti: “Dazi USA ingestibili. Serve visione sul lungo periodo”

Per il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, la situazione è ancora più preoccupante: “A un contesto di mercato globale tutt’altro che florido, si aggiunge oggi l’ingestibile tariffa statunitense al 30%. Per il vino, che è il comparto più esposto tra le prime 30 categorie merceologiche italiane – con un’incidenza del mercato Usa pari al 24% contro una media nazionale del 10,4% – il danno sarebbe esiziale. Non solo per le mancate vendite al primo buyer mondiale, ma anche per gli effetti indiretti sul mercato interno e continentale: la merce invenduta determinerebbe un effetto saturazione sulle piazze tradizionali, con conseguente depressione dei prezzi. Serve ora chiudere la trattativa nel migliore dei modi e, contestualmente, lavorare sul futuro, dalla gestione di una produzione ormai anacronistica sul piano volumico, fino all’abbattimento dei muri commerciali in aree del mondo a forte crescita potenziale”.

I mercati internazionali: USA ancora in positivo, ma frenano Germania e UK

Nonostante il rallentamento di aprile e maggio, gli Stati Uniti chiudono il primo quadrimestre ancora in territorio positivo: +0,9% a volume e +6,7% a valore, per un totale di 666 milioni di euro. Tuttavia, l’inversione di tendenza nell’ultimo mese è netta e preoccupante. In Europa, scendono i volumi esportati in Germania (-3,3%) e nel Regno Unito (-4,8%), rispettivamente secondo e terzo mercato per il vino italiano. Stabili Svizzera e Francia, mentre il Canada registra una crescita sostenuta, così come – seppure in misura minore – Paesi Bassi e Belgio.

Preoccupano invece i cali in doppia cifra in Asia e nell’Est Europa: il Giappone, la Cina e soprattutto la Russia, che crolla del -65%. Anche gli spumanti – storicamente in crescita – passano per la prima volta in negativo: -1,1% a volume e -1,5% a valore. Peggio fanno i vini fermi e frizzanti in bottiglia, con un calo del -5,6% a volume e del -1% a valore.

L’export del vino italiano vive dunque un momento di forte criticità, e secondo Uiv sarà necessario intervenire con urgenza su più fronti: dai negoziati commerciali con gli Stati Uniti alla ridefinizione della strategia produttiva e promozionale sui mercati globali.

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