Lun. Ago 17th, 2026

Compensi degli influencer in calo ma il mercato cresce e vale 385 milioni di euro. Food & Beverage tra le categorie che li usano di più

DeRev ha aggiornato il Listino influencer marketing Italia: giù i cachet di celebrity e nano creator, crescono i profili intermedi con community solide e professionalità.

Nel 2025 l’indotto atteso è di 385 milioni: +4,05% sul 2024

Nonostante i compensi degli influencer continuino a calare, l’influencer marketing in Italia si conferma uno degli strumenti promozionali più efficaci e in crescita. Lo evidenzia il nuovo Listino 2025 di DeRev, società specializzata in strategia, comunicazione e marketing digitale, che ha aggiornato i dati e le tendenze di settore per l’Italia. Dopo aver chiuso il 2024 con un giro d’affari di 370 milioni di euro (+6,32% sul 2023), secondo le stime il 2025 arriverà a 385 milioni di euro, registrando un ulteriore +4,05%.

In calo i cachet medi su tutte le piattaforme tranne Instagram

Il Listino segnala un ridimensionamento dei compensi sulla maggior parte delle piattaforme social:

  • Facebook: -5,5%
  • TikTok: -2,03%
  • YouTube: -6,55%
  • Instagram: +0,43%

Un trend che conferma la stabilizzazione dopo i forti tagli del 2023, quando i cachet erano crollati fino al -47%. «Siamo passati da una fase di assestamento a un nuovo equilibrio», afferma Roberto Esposito, CEO di DeRev. «Oggi la preferenza degli investitori si sta spostando verso profili intermedi, capaci di offrire contenuti strutturati, autenticità e rapporto diretto con la community».

TABELLA COMPENSI INFLUENCER 2025

Crescono i compensi di micro e mid-tier creator

Nonostante la flessione generale, alcune categorie segnano aumenti significativi:

  • Instagram: i Micro influencer (10k-50k follower) crescono del +33%, i Mid-tier (50k-300k) dell’8,3%
  • TikTok: +13,3% per i Mid-tier, +6,2% per i Macro (300k-1M follower)
  • YouTube: +5% per i Macro (100k-500k follower), +2,7% per i Mega (500k-1M follower)

A influire è la maggiore professionalizzazione richiesta dai brand e la complessità dei contenuti video, soprattutto su YouTube, dove i compensi di partenza sono già superiori rispetto ad altri canali.

In discesa celebrity e nano influencer

A perdere più terreno sono le Celebrity, con un -19,2% su Instagram e -15% su YouTube, e i Nano influencer (5k-10k follower), penalizzati da una forte concorrenza e da una proposta percepita come meno qualificata:

  • Instagram: -11%
  • TikTok: -16,7%
  • YouTube: -12,5%

Un trend che riflette la preferenza dei brand per figure selezionate in base al valore reale dei contenuti e alla capacità di engagement, piuttosto che alla fama. L’interesse per creator considerati “più autentici” è stato rafforzato anche da recenti casi di crisi reputazionale, come quello che ha coinvolto Chiara Ferragni, evidenziando l’importanza di trasparenza e affidabilità.

I settori che trainano il mercato

Secondo il report, le industrie che nel 2024 hanno fatto maggior ricorso all’influencer marketing sono:

  • Fashion & Beauty: 26%
  • Food & Beverage: 18,2%
  • Gaming & Tech: 15%
  • Travel & Lifestyle: 12,5%

Questi settori, in particolare, continueranno a trainare la crescita del 2025, spinti anche dalla diffusione di e-commerce e servizi digitali, che si affidano sempre più ai creator per raggiungere target specifici.

Per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti sul mondo della comunicazione digitale, influencer marketing e food business, è possibile consultare le notizie pubblicate da Food Affairs.

Verso nuove tendenze: AI e influencer virtuali

Guardando al futuro, DeRev segnala due trend emergenti:

  • Affermazione degli influencer virtuali, accelerata dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale
  • Crescente senso critico degli utenti, sempre più selettivi nei confronti dei contenuti social

«Gli utenti iniziano a valutare in modo più critico i contenuti che vedono sui social, prendendo le distanze da rappresentazioni idealizzate e stili di vita irraggiungibili», sottolinea Roberto Esposito. «La richiesta è di autenticità, qualità e responsabilità, anche quando si parla di beneficenza, sostenibilità e impegno sociale».

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