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Mar. Mag 12th, 2026

Lo chef Cappuccio nella bufera per un annuncio di lavoro: “Esclusi comunisti, gay e Masterchef del cazzo”. E non è la prima volta

Un post pubblicato su Facebook dallo chef stellato Paolo Cappuccio ha generato forti polemiche sui social, attirando l’accusa di discriminazione e omofobia per il contenuto giudicato da molti “inaccettabile”. Come riporta Virgilio Notizie, il messaggio accompagnava un annuncio per la selezione di un sous chef con brigata per un hotel 4 stelle in Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti trentine.

Il contenuto del post e la polemica

L’annuncio pubblicato da Cappuccio conteneva un passaggio che ha acceso la polemica: “Sono esclusi comunisti/fancazzisti, Masterchef del ca** e affini, persone con problematiche di alcool, droghe e di orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale…”*. Frasi che, secondo molti utenti, sono cariche di stereotipi e pregiudizi, soprattutto per l’equiparazione tra “orientamento sessuale” e “problema” e per l’uso dell’aggettivo “normale”, interpretato come escludente verso omosessuali e comunisti.

Il post è stato in seguito rimosso, ma ha continuato a circolare online, scatenando critiche e commenti indignati.

Le giustificazioni dello chef: “Un annuncio di disperazione”

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Paolo Cappuccio ha affermato di aver ricevuto insulti e minacce a seguito della pubblicazione del post, tra cui anche inviti a “stare a testa in giù”. Ha spiegato di essere esasperato da una lunga serie di esperienze negative con collaboratori che, a suo dire, “gli hanno solo fatto perdere tempo”. Il post – ha chiarito – era da intendersi come “un annuncio di disperazione”, e ha denunciato un “perbenismo di sinistra” che impedirebbe ai ristoratori di selezionare liberamente i propri collaboratori.

Cappuccio ha anche precisato di non essere omofobo e di avere amici gay, aggiungendo che il riferimento alle “problematiche di orientamento sessuale” derivava da tensioni nate tra membri della brigata durante i turni di lavoro. Il termine “normale” – ha sottolineato – non era riferito all’identità sessuale ma all’affidabilità professionale.

Infine, ha dichiarato: “Se ho leso la sensibilità di qualcuno, mi dispiace”, scusandosi pubblicamente.

Un precedente simile nel 2020

Non è la prima volta che un post di Paolo Cappuccio scatena reazioni. Come ricorda Tgcom24 – citato da Virgilio Notizie – già nel 2020 un altro annuncio per la ricerca di personale per la stagione estiva a Caorle era finito nell’occhio del ciclone per i toni giudicati offensivi.

Chi è Paolo Cappuccio

Chef di origini napoletane, 48 anni, Paolo Cappuccio ha ricevuto la stella Michelin nel 2009 grazie al suo lavoro in un ristorante a Madonna di Campiglio. Ha studiato nelle migliori accademie europee, tra cui la Lenôtre di Parigi, e ha lavorato in ristoranti di lusso come il Cipriani di New York, il Palace Hotel di Milano, il Grand Hotel dei Bains di Venezia e l’Hotel Splendido di Portofino. È stato anche food designer per un noto marchio di orologi svizzero.

La Casa degli Spiriti si dissocia

La Casa degli Spiriti si dissocia nella maniera più assoluta dalle recenti dichiarazioni dello chef Paolo Cappuccio inerenti il post condiviso pubblicamente circa la ricerca di nuovi membri per la sua brigata in un albergo in Trentino. Giudichiamo, come Casa degli Spiriti, queste affermazioni discriminatorie e inaccettabili, diametralmente opposte dai valori della nostra realtà, sia ieri che oggi.

Così una nota che continua:

Ci teniamo altresì a precisare che chef Paolo Cappuccio ha lavorato come executive chef nella nostra realtà oltre un decennio fa. La sua opinione è da ritenersi del tutto autonoma, estranea alla nostra attività e contraria alla nostra etica.

La proprietà si dissocia da qualsiasi forma di discriminazione etnica, razziale, politica o sessuale. La Casa degli Spiriti, infatti, si fonda, fin dalla sua apertura 30 anni fa, su principi di inclusività, rispetto e accoglienza. Sempre validi sia nei confronti dello staff sia dei clienti. Crediamo nella libertà e nella dignità delle persone, senza alcuna distinzione.

La Casa degli Spiriti ha come principio fondamentale quello della tutela dei propri dipendenti, e nemmeno lontanamente avallerebbe pregiudizi per sesso, etnia, orientamento di genere o politico.

Aggiungiamo inoltre, in maniera personale, il nostro parere sull’importanza di usare spazi pubblici come i social con responsabilità. È con questa consapevolezza che desideriamo esprimere la massima solidarietà a tutte le persone che si sono sentite colpite da queste parole. Messaggi divisivi e offensivi non devono essere associati né alla nostra storia né alla nostra personale visione del lavoro e del mondo.

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