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Sab. Giu 6th, 2026

Lollobrigida: “Il Green Deal prevede obiettivi ambiziosi, ma rischia di danneggiare comparti fondamentali dell’agroalimentare”

“Il Green Deal prevede obiettivi ambiziosi, ma così com’è stato concepito, rischia di danneggiare seriamente alcuni comparti fondamentali dell’agroalimentare”.

Ne è convinto Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che in una intervista a sussidiario.net, spiega: “Non possiamo subordinare il dato produttivo a posizioni meramente ideologiche, che rischiano di perdere di vista la realtà e il buon senso, che serve sempre e a maggior ragione quando si affrontano grandi cambiamenti. Le nostre politiche di sviluppo devono essere improntate all’equilibrio, salvaguardando i nostri produttori e la competitività e la qualità delle nostre aziende”. Per il ministro, che oggi sarà al Meeting di Rimini per prendere parte a un incontro dedicato alla sostenibilità, “la legislatura europea appena avviata sarà una grande occasione per ridisegnare il quadro normativo su settori strategici per il nostro futuro e l’Italia continuerà a far sentire forte la sua voce”.

No a direttive da subire, ma politiche a cui contribuire

“L’Italia è parte dell’Unione europea, ed è una nazione fondatrice; non esistono direttive da subire passivamente, ma piuttosto politiche a cui contribuire attivamente. E noi lo stiamo facendo fin dal primo giorno di governo, ottenendo significativi risultati per la Nazione”. Così ancora il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in una intervista a sussidiario.net.

Il ministro, atteso oggi al Meeting di Rimini per prendere parte a un incontro dedicato alla sostenibilità, sottolinea che tra i risultati ottenuti dal governo, “uno è rappresentato dalle modifiche alla Politica agricola comune”, senza dimenticare “il ritiro del regolamento sui fitosanitari”. Quest’ultimo testo, “pur condivisibile nei principi”, sarebbe andato a “penalizzare fortemente le aziende italiane e, in particolare, alcune filiere tipiche come quella vitivinicola e quella ortofrutticola”. Ecco perché, spiega, “ci siamo mossi come Sistema Italia, abbiamo fatto squadra, esponendo le nostre ragioni e alla fine il regolamento è stato ritirato dalla stessa Commissione europea”.

Sul fronte extra-Ue, poi, “abbiamo già posto sul tavolo la necessità di garantire una maggiore reciprocità degli standard di qualità, di sicurezza e di tutela dei lavoratori, nell’interesse delle nostre aziende e delle persone che acquistano”. In tal modo, conclude, “il governo Meloni continuerà a mantenere salda la centralità dell’Italia in Europa”.

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