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In Italia mancano 4 milioni di addetti ma i giovani scappano. Beni di largo consumo tra i settori più attrattivi

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Da qui al 2027 nei vari settori in Italia il fabbisogno di lavoratori stimato è di circa 4 milioni di unità, soprattutto per quanto riguarda commercio e turismo (757.000 unità), servizi pubblici e privati (567.000 unità), salute (477.000), formazione e cultura (436.000) e finanza e consulenza (430.000). Tuttavia i giovani preferiscono settori più attrattivi come: media (64%), industria aeronautica (63%), industria automobilistica (62%), servizi postali e attività di corrieri (60%), beni di largo consumo (58%), accessori e componenti auto (57%), comparto elettronico (57%), e-commerce (57%), servizi informatici/web (57%) e settore farmaceutico (56%).

Lo certifica – scrive Adnkronos – una ricerca realizzata da Euromedia Research presentata dalla sondaggista Alessandra Ghisleri all’ultimo appuntamento di Evolution forum business school, il percorso di formazione e coaching di Gianluca Spadoni che ha avuto in passato docenti del calibro di Brunello Cucinelli, Giampaolo Dallara, Andrea Pontremoli, Umberto Galimberti, Enrico Grassi e Ferdinando De Giorgi.

L’ottava edizione si è tenuta presso la Dallara Academy di Varano de’ Melegari (Parma) venerdì 27 e sabato 28 ottobre, e ha visto protagonisti la sondaggista Alessandra Ghisleri e Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano DOP. In questo momento storico quali sono le principali preoccupazioni degli italiani? Al primo posto secondo la ricerca di Euromedia Research resiste l’inflazione: il 48,1% degli intervistati tra i 25 e i 44 anni ha risposto in questo modo, così come il 47,8% degli over 65 che hanno partecipato al sondaggio, il 47,7% di coloro che hanno 45-64 anni e il 41% dei più giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

L’immigrazione spaventa soprattutto gli over 65 (33,5%) e la fascia 45-64 (30,7%), percentuali di risposta decisamente inferiori per 25-44 anni (18,6%) e 18-24 (24,1%). Al contrario, la sanità preoccupa maggiormente la fascia 18-24 anni (33,1%), 25-44 (21%), 45-64 (22,5%) e over 65 (31,6%). Non superano in nessun caso il 30% di preferenze le ultime due voci di questa classifica: tasse e lavoro.

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Le tasse preoccupano, com’è naturale che sia, solo il 21,7% dei più giovani, 24,4% (25-44), 26,3% (45-64) e 23,1% (over 65); per quanto riguarda la voce “lavoro” 25,3% (18-24), 25,7% (25-44), 22,5% (45-64) e 23,4% (over 65). I lavoratori italiani sono insoddisfatti della propria retribuzione? Proprio a causa dell’aumento dei prezzi, più della metà degli italiani intervistati ritiene di non ricevere una remunerazione adeguata (53,5%). Tra questi, nella fascia 18-24 anni l’insoddisfazione cresce fino al 63,4%, mentre scende al di sotto del 50% in quella degli over 65 (49,3%). Il fabbisogno di lavoro italiano nel quinquennio 2023-2027.

Alessandra Ghisleri ha poi spiegato che Euromedia Research ha anche rielaborato alcuni dati di Unioncamere – Anpal e ha così stimato un fabbisogno lavorativo italiano di 3,8 milioni di unità tra il 2023 e il 2027. Tra queste il 57,4% (circa 2,2 milioni di persone) dovrebbero rientrare nella categoria dei dipendenti privati, il 23,2% (circa 900.000 persone) tra i lavoratori indipendenti e il 19,4% (circa 700.000) tra i dipendenti pubblici. Il fabbisogno di lavoro nei vari settori.

Ma come andrebbero distribuite queste quasi 4 milioni di persone nel mondo del lavoro? Secondo i dati rielaborati da Euromedia il settore che richiede più personale in assoluto è il terziario (75,9% e necessita quasi 3 milioni di persone). Nettamente distaccato il settore secondario dell’industria che attualmente richiede circa 800.000 individui lavoratori (21,2%) e ancora più indietro il settore primario che avvicinerebbe soltanto 100.00 persone (2,9%). Entrando nel dettaglio dei lavori la filiera che richiede maggior personale è quella del commercio e del turismo (circa 757.000 lavoratori mancanti), a seguire i servizi pubblici e privati (567.000) e la salute (477.000). La professione che manca in assoluto di più in Italia in questo momento è quella degli “specialisti della formazione e della ricerca” che ha bisogno al più presto di inserire nel mondo del lavoro 248.000 unità.

Appurato che il settore terziario sia quello che avrà maggior bisogno di nuova forza lavoro nel prossimo quinquennio, Euromedia Research afferma che in Italia tra il 2023 e il 2027 serviranno almeno 1.3 milioni di individui (250.000 all’anno) in possesso di una formazione terziaria, ovvero di una laurea o di un diploma di un Istituto Tecnologico Superiore (ITS Academy). La proposta formativa che può dare l’Italia porterà però al massimo a 244.000 lavoratori all’anno nel settore terziario creando una differenza sostanziale tra offerta e fabbisogno

Una ricerca di The Gallup ha dimostrato che in Europa i lavoratori soddisfatti della propria occupazione sono il 10%, in Italia si scende addirittura al 5%. Come fare allora per risolvere l’enorme differenza tra offerta e fabbisogno in Italia dei prossimi anni? Da un’altra indagine condotta da Euromedia Research sui millennials (25- 35 anni) è emerso che già prima del periodo Covid il 49,2% dei giovani lavoratori dava maggior importanza alla flessibilità dell’orario lavorativo.

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