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Mar. Lug 23rd, 2024

I retail media della distribuzione aiutano i marchi ad aumentare la loro presenza sullo scaffale fisico, digitale e generare esperienza instore (o around the store) dove avviene l’atto d’acquisto e si materializzano tutte le comunicazioni di brand.

Si possono classificare i retail media, detti anche in acronimo Rmn, retail media network, in 4 grandi gruppi, scrive Mark-up: fisici, digitali puri, digitali instore/around the store, hybrid. Ogni categoria si caratterizza da una distribuzione differente dei touchpoint. I retail media fisici hanno touchpoint fuori e dentro il punto vendita; I retail media digitali puri hanno come touchpoint siti, social, canali web dedicati, etc; i retail media digitali instore e around the store hanno come touchpoint monitor, totem, cctv, digital signage, ecc. Infine, i retail media hybrid hanno come touchpoint la space e digital experience around/instore con riflessi nell’ecosistema (brand manifattura e filiera). La mappatura, la gestione commerciale, gli aspetti di data management, la monetizzatione e la “manutenzione” sono fattori di un esercizio non semplice: servono risorse dedicate, cultura manageriale, tecnologia, partner.

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Le aziende che investono in advertising, stanno spostando i loro budget di marketing tra i canali pubblicitari tradizionali, digitali e il retail media. Si prevede, scrive Mark-up, che ci sarà un cambiamento radicale, e i retail media stanno diventando una nuova opzione pubblicitaria di grande rilievo, generando una transizione simile a quella avvenuta dai media tradizionali a quelli digitali avvenuta nell’ultimo decennio.

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Fonte Mark-up

Il rapporto “Retail media: the buyer´s view” di dunnhumby, player globale nella customer data science, che analizza il panorama attuale e futuro dei media grocery retail globali dal punto di vista degli inserzionisti. Basato su interviste a responsabili marketing di marchi e agenzie di tutto il mondo, lo studio rivela le principali informazioni su quali canali ricevono i maggiori investimenti, quali sono gli aspetti dei retail media di cui gli inserzionisti sono più soddisfatti, le potenziali aree di miglioramento e quali sono le loro aspettative per il futuro. Tra le principali evidenze, il punto di vendita continua ad attrarre investimenti nonostante l’ascesa dell’eCommerce. Una delle principali conclusioni del rapporto è il grande peso che i negozi fisici continuano ad avere per i media della distribuzione alimentare. Così, l’anno scorso i marchi e le agenzie hanno chiaramente concentrato i loro investimenti nei punti di vendita (59%) e negli schermi digitali dei negozi (57%). Emerge inoltre una diffusa consapevolezza che il retail media abbia un grande potenziale di crescita a livello globale e dell’enorme opportunità che il food retail ha di coinvolgere i propri clienti con un approccio omnicanale, sfruttando sia i canali digitali sia quelli fisici.

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