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La gentilezza non passa mai di moda. Lo dice una ricerca del Gruppo Bauli sul concetto di bontà

Il valore della gentilezza non passa mai di moda. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Nextplora per il Gruppo Bauli in occasione del centenario dalla fondazione dell’aziendadedicata all’evoluzione del concetto di bontà in tutti i suoi aspetti nel corso del tempo.

Indagando sulle azioni più legate al “sentirsi buoni” per le persone, il comportamento gentile con il prossimo rappresenta la prima scelta tra gli intervistati: un tema quanto mai rilevante in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza, che si celebra quest’anno il 13 novembre. Subito dopo la priorità diventa l’ambiente: le scelte consapevoli per il pianeta e la raccolta differenziata si attestano in seconda e terza posizione nella classifica dei gesti “buoni”.

In questo contesto, si rileva un lieve trend di cambiamento tra i giovanissimi: mentre i baby boomer, generazione X e millennial concordano nell’indicare la gentilezza come primo fattore di bontà, per la generazione Z essere buoni significa più di ogni altra cosa compiere scelte consapevoli per il pianeta (51%).

Questa ricerca ha, inoltre, analizzato gli aspetti che maggiormente influiscono sugli acquisti e proprio legati al concetto di bontà, con un focus particolare sulla sostenibilità, oltre che sui must have per il Natale. Il tutto offrendo uno spaccato sulle differenze generazionali in termini di percezione.

Naturalità, genuinità, ingredienti: la qualità del prodotto resta un driver di acquisto primario

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Per quanto riguarda l’influenza del concetto di bontà proprio sulle decisioni di acquisto, dall’indagine emerge come la qualità del prodotto resti sempre, inequivocabilmente, il primo fattore capace di condizionare le decisioni di acquisto: è così per il 92% delle scelte dei rispondenti. Seguono la sostenibilità (84%) e, infine, la storicità (79%), ovvero l’italianità e il rispetto della tradizione.

Tracciando uno spaccato generazionale, generazione Z e baby boomer segnalano priorità diverse: per i primi la qualità del prodotto arriva all’82% mentre per gli ultimi alla quasi totalità, il 96%. Per quanto riguarda la sostenibilità invece, le due generazioni si riavvicinano91% per la generazione Z e 89% per i baby boomer.

Se la sostenibilità è un fattore particolarmente rilevante per i più giovani, la storicità è invece un elemento significativo principalmente per gli over 40, con l’85% e l’84% delle risposte rispettivamente indicate dalla generazione X e dai baby boomer.

Bontà significa qualità, origine degli ingredienti e confezioni riciclabili. L’attenzione al packaging unisce baby boomer e generazione Z.

Sempre per quanto riguarda la percezione del prodotto, rispetto al passato alcuni elementi sono diventati maggiormente rilevanti nel definire un prodotto buono. In questo senso, il 61% dei rispondenti ha indicato la qualità degli ingredienti, insieme alla naturalità e all’assenza di conservanti / additivi / coloranti. Segue in seconda posizione l’origine degli ingredienti, con il 56% delle preferenze, e subito dopo, con il 54%, la confezione riciclabile / sostenibile per l’ambiente.

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Food ESG Affairs

TM

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