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Bologna, giovani con disabilità intellettiva lavorano nei vigneti grazie al progetto “Mettiamoci alla prova”

Accompagnare adolescenti e giovani adulti con disabilità intellettive in un percorso di autonomia ed eventuale inserimento lavorativo, per essere risorsa e non solo oggetto di assistenza. È l’obiettivo del progetto “Mettiamoci alla prova”, finanziato da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e curato dall’Associazione GRD Genitori Ragazzi Down Bologna, che prevede di impegnare un gruppo di ragazzi in attività manuali presso aziende del territorio.

Partito presso la Cooperativa sociale Eta Beta di Bologna, da maggio il progetto si svolge anche alla Tenuta Palazzona di Maggio, storica azienda vitivinicola di Ozzano dell’Emilia (BO) che ha accolto cinque ragazzi con disabilità intellettiva per un periodo di due mesi. Per una volta a settimana, i giovani stanno aiutando i vignaioli a potare, ingabbiare le vigne, pulire le siepi e sbrigare qualche mansione in cantina, dimostrando quanto siano capaci di integrarsi e costruirsi opportunità di vita indipendente. 

Antonella Misuraca, Presidente e Responsabile Progetti dell’Associazione GRD Bologna spiega: «Mettiamoci alla prova vuole dimostrare che, con una giusta formazione, le persone con disabilità intellettiva possono partecipare al processo produttivo, con effetti terapeutici per loro ma anche per il clima dell’intero team di lavoro delle aziende ospitanti, come ha dimostrato uno studio della McKinsey brasiliana. Durante il periodo scolastico, questi ragazzi usano molto il pc ma hanno poche opportunità di misurarsi e conoscere le attività manuali; praticamente non sanno cosa potrebbe piacergli un domani in ambito lavorativo. I progetti di alternanza scuola-lavoro, pur essendo utili, non sono abbastanza lunghi da offrire un tempo di apprendimento adeguato e quindi vanno integrati con altre esperienze pratiche. Impegnarsi concretamente in mansioni dietro le quali c’è una cultura a loro sconosciuta, e appassionarsi a tali realtà, aiuta a ritrovare equilibri con la terra, equilibri ancora più importanti quando ci sono fragilità».

L’agricoltura sociale può concretamente favorire l’integrazione delle persone con disabilità intellettive perché contempla tante attività manuali non complesse. Grazie alla partecipazione e non al semplice assistenzialismo, i giovani potranno imparare un mestiere a loro adeguato e immaginare un domani “attivo”.  

«Abbiamo accettato con entusiasmo di partecipare al progetto. – afferma Antonella Breschi Perdisa, , titolare di Tenuta Palazzona di Maggio– Siamo felici di dare il nostro contributo alla formazione di queste persone che non sono meno capaci soprattutto in un contesto, come quello della natura, che è molto favorevole».  

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