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Food Affairs

Trend. La maggioranza degli italiani trascorrerà le festività pasquali ai fornelli, poi al recupero di serie tv e alla riscoperta degli hobbie. Lo dice uno studio Sanbittèr

Se la maggioranza degli italiani (68%) trascorrerà le festività pasquali principalmente ai fornelli, per preparare i piatti della tradizione o sperimentare assaggini e finger food con conviventi, familiari e parenti stretti, altri (55%) si dedicheranno a maratone televisive e al cosiddetto binge-watching, approfittando del tempo libero per recuperare serie tv arretrate o scoprirne di nuove. Altri trascorreranno queste giornate rispolverando vecchi hobby o riscoprendone di nuovi come lettura (39%), disegno (45%), tornei di videogiochi online (49%) per trascorrere il tempo in compagnia, seppur virtuale. Emerge da un’indagine di Sanbittèr Aperitivo Cool Hunting, condotta con metodologia Woa (Web Opinion Analysis) su un campione di 900 italiani attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community lifestyle internazionali ed un pool di esperti tra sociologi e bartender, su come gli italiani trascorreranno le prossime festività pasquali.

I più indisciplinati, confessano che cercheranno comunque di “evadere” in qualche modo dalle mura domestiche (23%), soprattutto in occasione di quella che rappresenta una delle tradizioni della Pasqua italiana, soprattutto il giorno di Pasquetta: la tradizionale gita fuori porta. Non solo il classico pranzo e cena: a Pasqua la sperimentazione degli italiani ai fornelli sarà legata molto a piccoli assaggini e stuzzicherie (45%) oltre che primi (51%), secondi (41%) e dolci (58%). Semplici appetizer capaci di ricreare la convivialità e tipica del momento dell’aperitivo, che oggi ha cambiato il proprio volto approdando tra le mura domestiche.

Per oltre 3 intervistati su 10 (35%) “non possono mancare patatine e salatini vari”. Poco meno di un terzo (27%) si diverte a preparare pizzette e focaccine o finger food fatti in casa. E da bere? Il 39% predilige gli alcolici, favoriti anche dal non doversi spostare o guidare. Tra questi non mancano vino e birra, e c’è anche chi si cimenta nella preparazione del proprio cocktail preferito. Mentre il 31% sperimenta cocktail analcolici e bevande frizzanti, per mantenersi più salutari senza però rinunciare al gusto.

Ma perché proprio l’aperitivo può diventare uno dei momenti clou della giornata? Quasi la metà (47%) ritiene che esso, rispetto a pranzo e cena, rappresenti un momento di convivialità più aperto alle sperimentazioni. Infatti, sono sempre più le persone che, a causa del momento storico che stiamo vivendo, decidono di provare apertivi “a distanza”, tramite uno schermo di uno smartphone o di un computer. Per questo, oltre un italiano su 3 (35%) sceglieranno il momento dell’aperitivo per incontrarsi “virtualmente” con amici e parenti e scambiarsi auguri e buoni auspici. Un modo, quindi, per mantenere i rapporti con gli altri simulando un minimo le abitudini perdute legate alla Pasqua tradizionale.

Un modo anche per non sentirsi soli anche in un giorno festivo come quello di Pasqua (28%) per tutti coloro che saranno costretti a passarla da soli in casa. Così l’aperitivo virtuale a Pasqua diventa il modo ideale per trovare sostegno nelle amicizie e nelle persone a cui si vuole più bene. Quindi, trascorrere tempo in cucina preparando pranzi, dolci, cocktail e appetizer, sarà la “ricetta giusta” per scacciare pensieri e malumori durante questa Pasqua.

Diversi studi internazionali dimostrano quanto mettersi all’opera nelle preparazioni e sperimentazioni di food&beverage possa rilassare e aiuti a tenere alto il morale. La Cooking Therapy si rivela utilissima per acquisire abilità come la capacità di sincronizzare i movimenti e soprattutto i pensieri: ma perché agli italiani piace cucinare e sperimentare? Se da un lato sembra prevalere la motivazione utilitaristica, ovvero il fatto di dover preparare pasti e pietanze in casa per l’impossibilità di raggiungere bar e ristoranti (55%), dall’altro in molti si cimentano ai fornelli per mettersi alla prova (51%), come atto d’amore verso quei pochi parenti e familiari (45%) con cui si trascorreranno ore a tavola, oppure semplicemente come antistress (37%) per occupare la mente attraverso un’esperienza multisensoriale.

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