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Sostenibilità. Ecco i numeri della campagna ‘Consumi o scegli?’ di Altromercato. Franceschini: con cambio del tono di voce, nuovo payoff e nuova campagna di comunicazione integrata Altromercato torna protagonista di attivismo reale

Pack parlanti, prodotti manifesto, linguaggio tipografico senza immagini, un tono di voce riconoscibile e che induce le persone a prendere posizione. Queste le caratteristiche della nuova comunicazione di Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia e la seconda al mondo, che attraverso una campagna di comunicazione integrata ha portato ad un aumento di traffico sul sito istituzionale altromercato.it del +55%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso¹.

Partita lo scorso 1 ottobre con il claim principale “Consumi o scegli?” la campagna realizzata grazie alla collaborazione del Direttore strategico e creativo Paolo Iabichino, grazie a un’attività digital rafforzata da una pianificazione di advertising out of home, ha visto superare le 58.000 visualizzazioni del video trailer del docufilm sul canale Youtube, oltre 20.000 visitatori al mini sito sceglidachepartestare.it e oltre 80mila utenti sul sito istituzionale. Sui sui diversi social, dove organicamente ha portato a quasi +6500 fan, è riuscita ad avvicinare il pubblico maschile al tema del caffè, pubblico che tra i suoi canali è generalmente femminile.

Con la scelta del cambio del tono di voce, di un nuovo payoff e di una nuova campagna di comunicazione integrata abbiamo voluto riportare Altromercato ad essere protagonista di un attivismo reale anche nel suo linguaggio di brand e dare alle persone la possibilità di prendere una posizione, grazie alla possibilità di scelte più etiche e sostenibili. Vogliamo che le persone si rendano conto della grossa differenza che c’è tra “consumare” e “scegliere” e che si possono compiere tutti i giorni scelte concrete per creare un futuro più giusto, che porti benefici a tutti gli attori della filiera, dall’origine al suo compimento. Siamo tutti chiamati a “scegliere da che parte stare” afferma il Presidente di Altromercato Alessandro Franceschini.

Iniziata con il caffè, il secondo prodotto manifesto scelto da Altromercato è la banana, uno dei frutti più consumati e amati al mondo, compresa l’Italia dove ogni anno giungono oltre 600mila tonnellate di questo dolcissimo frutto.Ancora una volta la campagna viene declinata anche sul pack parlante, con un tono di voce provocatorio riferendosi alla forma curva del frutto. Anche qui come nella prima parte della campagna si invita il consumatore a fare scelte concrete per creare un futuro più giusto per tutti.

“Il progetto di comunicazione è stato un lavoro corale che ha coinvolto totalmente l’unità digital e comunicazione interna di Altromercato, gruppo straordinario che ho avuto il privilegio di accompagnare nella realizzazione di un vero e proprio progetto di comunicazione integrata. Da un nuovo payoff, passo dopo passo, abbiamo ridefinito l’intero impianto narrativo dell’azienda, passando da affissioni, cortometraggi, packaging e reportage sul campo”. Afferma Paolo Iabichino, conosciuto anche come IabicusDirettore strategico della campagna “Consumi o scegli”. “Altromercato è un brand storico sui temi dell’impronta civica, era importante riappropriarsi del suo ruolo, dell’impegno, e del proprio heritage attivista. Il consumatore è cambiato, oggi moltissimi sentono l’urgenza di alcune tensioni sociali e culturali che non possono più aspettare. Hanno fallito gli stati, i governi, le religioni, le ideologie. Brutto a dirsi ma è così. Imprenditori, amministratori delegati – di piccole, medie, grandi realtà – e manager possono agire per creare qualcosa di estremamente utile per piccole, medie o grandi comunità. Altromercato sta facendo la sua parte con una campagna e, soprattutto, con una serie di azioni che segnano la testimonianza solidale di una marca da sempre impegnata sui diritti dei lavoratori, l’attenzione all’ambiente, l’abbattimento delle diseguaglianze”.

Non tutti infatti sanno che la banana è il secondo prodotto al mondo a produrre più inquinamento per la sua coltivazione. Il primato spetta al cotone, ma nelle coltivazioni estensive delle banane l’impiego di agrochimica distrugge gli ecosistemi e la salute delle persone che in quelle zone lavorano e vivono in condizioni davvero difficili. Proprio per questo, nella seconda puntata della campagna il claim chiede al consumatore: “Esiste una banana che non scivola sull’ambiente?”.

Nel pack parlante la filiera etica della banana è raccontata sul retro della confezione, grazie a delle semplici infografiche. Le Banane Manifesto sono disponibili in alcune insegne della Grande Distribuzione e in selezionate Botteghe Altromercato.

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