Cambiano le città, si modificano i comportamenti delle persone, cambia il modo di nutrirsi e di vivere i luoghi e i momenti dedicati al cibo. Si stima che meno del 60% delle cene consumate a casa, siano preparate in casa. Stanno nascendo quindi servizi capaci di creare e favorire nuovi trend e si aprono nuovi scenari e opportunità per i brand che, da semplici fornitori di prodotti, diventano anche un mezzo per trovare ispirazione in momenti specifici. In un contesto in cui anche il food è on demand, come si modificheranno le abitazioni? Spariranno le cucine? Queste sono solo alcune delle domande emerse ieri durante WTFuture / WTFood, l’evento curato da We Are Social per la Milano Digital Week.

L’obiettivo dell’appuntamento, aperto da Luca Della Dora, Marketing & Innovation Director di We Are Social, è stato quello di esplorare i trend che stanno già tracciando questa rivoluzione, partendo dalla comprensione dello scenario attuale, grazie alla partecipazione di Marco Galimberti, Head of Marketing di Deliveroo in Italia e di Alessio Gianni, Digital & Content Marketing Global Director di Barilla.

Per quasi 100 anni la spesa per acquistare cibo e bevande è rimasta invariata, poi sono entrati in gioco nuovi player e sono cambiate le aspettative e le abitudini. Nell’ultimo anno si è registrata una crescita non solo dell’online food delivery – mercato che ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro nel 2018 – ma anche dei servizi di e-grocery e dei meal kit, tutte soluzioni che stanno cambiando profondamente il modo in cui si accede al cibo. Le persone oggi sono sempre più esigenti e consapevoli, desiderano poter ricevere i pasti preferiti, ovunque lo desiderino, in modo semplice e immediato, grazie a esperienze di food on demand.

“Questi nuovi servizi non solo rappresentano un nuovo canale di vendita per brand e servizi di ristorazione, ma si configurano anche come vero e proprio strumento di comunicazione e PR: offrire prodotti specifici o varianti ad hoc legate a determinati momenti permette ai brand di creare esperienze editoriali a tutti gli effetti. Il ‘food on demand’ si configura come un canale di comunicazione che le marche dovranno presidiare, capendo i migliori momenti per attivare (o rafforzare) una relazione con le persone. I servizi di delivery quindi possono diventare media, così come i brand di food potranno sfruttare i loro prodotti – e le loro offerte – in questa direzione”, ha commentato Luca Della Dora.

Come tutti i precedenti episodi del format WTFuture, anche WTFood sarà disponibile sul blog e sui canali social di We Are Social sotto forma di recap.

Fonti: Nielsen Merging Tables and Aisles 2018; NPD Group; Osservatori.net del Politecnico di Milano.