Torna puntuale anche questo dicembre l’Osservatorio Signorvino, lo studio svolto dall’enocatena che analizza i trend di vendita ed i gusti del consumatore italiano. Grazie ad un monitoraggio sempre più ramificato sul territorio nazionale, Signorvino oggi riesce ad osservare direttamente il consumatore finale, potendo fornire dati interessanti per i produttori e gli operatori del settore sulle abitudini al consumo di vino in Italia. 

Durante la presentazione dello studio si è parlato anche di grandi obiettivi e nuovi progetti: “Abbiamo 6 aperture previste per il prossimo anno sempre in Italia e ormai quasi la certezza di poter vedere il nostro potenziale sfruttato anche all’estero. Stiamo guardando a mercati dove la passione per il vino e per il Made in Italy sta crescendo in modo esponenziale ad esempio paesi dell’Est Europa come Polonia e Repubblica Ceca: nel giro di due anni abbiamo l’obiettivo di un giro d’affari di 50 milioni di euro” queste le parole di Federico Veronesi, parte della proprietà del gruppo. I grandi risultati si raggiungono anche grazie ad attività di analisi e ricerca, del mercato e del consumatore.

L’Osservatorio Signorvino non vuole essere uno studio statico ed astratto, bensì un’indicazione sui trend di interesse del consumatore finale che possa essere una guida per i produttori ma anche per l’intero comparto vinicolo italiano. Si tratta di dati spesso difficili da recuperare, che Signorvino elabora monitorando i 17 punti vendita sul territorio con un sistema di CRM che conta 10mila iscritti a soli 2 mesi dal lancio. Indicazioni utili per ridurre il gap statistico e informativo esistente sulle vendite di vino in Italia nel rilevante canale retail extra-GDO, monitorare le tendenze in atto sugli acquisti e i consumi di vino, comprendere e anticipare i trend di cambiamento sociodemografico negli stili di vita degli italiani.

Il campo di studio dell’Osservatorio è significativo: un giro d’affari complessivo del gruppo di oltre 31 milioni, più di 1500 etichette presenti negli store di oltre 250 fornitori e quasi un milione di bottiglie vendute ogni anno permettono di dare indicazioni sul valore e sul volume delle denominazioni maggiormente vendute, rappresentando le preferenze espresse dal consumatore e profilando diversi target con le relative abitudini. Il monitoraggio avviene in maniera diretta da parte degli store manager con un’analisi quali-quantitativa, osservando gli atteggiamenti di acquisto e analizzando i dati di vendita.

17 punti vendita: Milano Duomo, Milano Via Dante, Brescia, Arese (MI), Verona, Affi (VR), Valpolicella (VR), Vallese (VR), Merano (BZ), Torino, Vicolungo (NO), Cadriano (BO), Bologna, Firenze, Foiano (AR), Castel Romano (RO), Curno (BG).

L’edizione di dicembre 2019 ha voluto concentrarsi sui dati legati al periodo natalizio (novembre-dicembre 2019), evidenziando le classifiche suddivise per tipologia, regione di provenienza e denominazione in riferimento alla regalistica ed al consumo personale.

In merito alla regalistica nelle prime settimane di vendita si è assistito ad un trend molto lento, dove ancora 2 clienti su 5 acquistano il vino per il consumo personale, registrando un prezzo a scontrino più alto di € 42,40 euro (e circa 3,25 pezzi a scontrino), contro una media di € 31,40 euro a scontrino per gli acquisti da far trovare sotto l’albero ai propri cari. Tale tendenza può trovare fondamento sul fatto che l’obiettivo del consumatore è quello di trovare etichette di ricerca, fare scorte per la propria cantina personale in vista delle feste da passare in famiglia. Per i regali invece si preferisce andare sul sicuro, scegliendo brand noti, proposti con un buon rapporto qualità-prezzo ed andando a selezionare packaging a tema, cassette in legno, glacette, taglieri e materiali per comporre una confezione che permetta di impreziosire e di fare bella figura.

Il 70% degli acquisti-regalo sono personalizzati e composti secondo il gusto del cliente che quindi vuole scegliere le etichette direttamente dallo scaffale, anche se è sempre più richiesto l’aiuto dei Wine Specialist presenti nei negozi. È interessante invece notare come la personalizzazione dei cesti regalo si stia contraendo in modo consistente negli ultimi giorni (abbassandosi al 45%) per dare spazio alle confezioni proposte: i clienti all’ultimo minuto preferiscono scegliere alternative già pronte, pensate dal negozio, ideali per ogni fascia di prezzo e destinatario.

In merito al consumo take away, gli italiani sotto l’albero quest’anno hanno privilegiato la scelta dei vini rossi, con consistente stacco rispetto alla categoria delle bollicine e dei vini bianchi. Tuttavia, sono proprio i bianchi importanti a registrare la crescita più alta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+47%). Tabella 2: Macro-dati di andamento per categoria

Dobbiamo segnalare però che il dato risulta analizzato ad oggi, andando quindi ad escludere gli ultimi giorni prima del 31 dicembre, sempre molto importanti per le bollicine. La categoria delle bollicine si conferma sempre più trasversale rispetto alla stagionalità, sia nei formati standard che in quelli grandi e grandissimi, perfetti per i brindisi in condivisione.