Andrea Illy ha aperto stamattina la terza giornata della XXXVI Assemblea ANCI, ad Arezzo.Intervistato dalla moderatrice – Annalisa Cuzzocrea di Repubblica – nel corso della prima tavola rotonda del mattino, prendendo spunto dal libro intervista ‘Italia Felix’ (PiEmme Edizioni, 2018), il Presidente di Altagamma e di illycaffè ha lanciato la proposta di costruire – a partire dai territori – un piano per il Paese , che ne rilanci la competitività.
“Passo molto del mio tempo all’estero per lavoro – ha detto Andrea Illy – e vi posso assicurare che gli stranieri non vedono l’Italia con il pessimismo dilagante che ci contraddistingue in questo momento storico e sociale: sono letteralmente  innamorati dell’Italia creativa del saper fare, del bello e ben fatto. Le nuove classi medie emergenti (penso in particolare a Cina e India) sognano un consumo estetico-esperienziale di cui proprio l’Italia (insieme alla Francia) è leader con oltre 100 miliardi di produzione (5%) e il più alto numero di settori nell’alto di gamma.”
“La politica del pessimismo, che nel mio libro Italia Felix definisco ‘pessima politica’, sembra ignorare che il comparto legato alla bellezza e all’ignegno rappresenta il vero traino delle esportazioni italiane e va valorizzato come fondamentale vantaggio competitivo, una competitività recentemente perso dalla  nostra industria manifatturiera”,  ha proseguito Illy.”Naturalmente conoscenza, capitali, infrastrutture e pubblica amministrazione sono fondamentali e non possiamo perdere su nessuno di questi fronti”. Il Presidente Illy ha anche citato il premio Nobel per l’Economia Mike Spence, che abita da tempo a Milano e riconosce nel modello economico italiano dei territori e degli ecosistemi una vera e propria eccellenza. “È qui che si annida il saper fare unico del nostro Paese – aggiunge Illy – La nostra ricchezza sono i territori: e sembra che lo abbiamo dimenticato. Per questo voglio lanciare qui, oggi, l’idea di mettere insieme un piano di sviluppo economico, basato su una vision – oggi mancante – proprio a partire dai territori, che non sia però autoreferenziale, bensì generato dall’ascolto e dalla collaborazione con i grandi ‘manovratori’ internazionali e che generi consenso in patria e fuori. Mi auguro che i Sindaci italiani vogliano raccogliere questa sfida”.