In occasione del World Pasta Day, la pasta rilancia la sua candidatura a alimento ideale per sfamare un mondo sospeso tra malnutrizione e obesità. Si inserisce in questo percorso l’iniziativa benefica dei pastai italiani di Unione Italiana Food in favore della Comunità di Sant’Egidio, con una donazione di pasta sufficiente a garantire circa 200mila pasti caldi agli indigenti.

La donazione è stata ufficializzata oggi in un incontro presso la Comunità di Sant’Egidio a cui hanno partecipato una delegazione di pastai italiani e il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova.

Secondo il rapporto ONU Stato della Sicurezza Alimentare e della nutrizione nel mondo 2019” la fame nel mondo continua a crescere ormai da 3 anni. Non hanno avuto cibo a sufficienza 820 milioni di persone, 9 milioni in più rispetto al 2017. Un campanello d’allarme per il raggiungimento dell’obiettivo di porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro i prossimi 10 anni, che l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 si è posta come priorità politica internazionale. Allo stesso tempo il rapporto evidenzia che anche sovrappeso e obesità continuano ad aumentare in tutto il mondo, in particolare tra i bambini in età scolare e gli adulti.

Con questo gesto simbolico, che i pastai rinnovano ormai da molti anni, il mondo della pasta si candida ad essere parte della soluzione. La Giornata Mondiale della Pasta – afferma Luigi Cristiano Laurenza, Segretario dei Pastai italiani – ci offre ancora una volta l’opportunità di raccontare quanto questo alimento straordinario possa essere ideale per sfamare il mondo in modo sano e sostenibile. La sua diffusione mostra come sia ormai di casa in tutte le culture, è un piatto che può essere una scelta sana, naturale, accessibile a tutte le categorie sociali. In più è un prodotto a basso impatto ambientale, aspetto non secondario in un pianeta sempre più affollato dove chi produce cibo deve porsi il problema etico di farlo senza sprecare le risorse.”

“Siamo grati a Unione Italiana Food per la donazione di 15 tonnellate di pasta, che verrà distribuita presso i nostri centri di aiuto, frequentati ogni giorno da famiglie in difficoltà, anziani, senza dimora”, dichiara Roberto Zuccoliniportavoce della Comunità di Sant’Egidio“Più di altre pietanze, la pasta accompagna da sempre la tavola degli italiani. È un alimento che diventa ancora più buono, se consumato insieme, così come faremo in tante iniziative di solidarietà nei prossimi mesi”.

ECCO I 5 MOTIVI PER CUI LA PASTA SI CANDIDA A STRUMENTO PER COMBATTERE FAME E MALNUTRIZIONE

1. BUONA – Semola, acqua e la passione del pastaio danno vita ad uno degli alimenti migliori dal punto di vista organolettico. Si sposa bene con gli ingredienti e le preparazioni tipiche di culture, territori e tradizioni, dai più umili a quelli ricercati.

2. SANA E ALLEATA DEL BENESSERE – Da tempo i nutrizionisti concordano sul fatto che la pasta sia un alimento sano e che i suoi carboidrati complessi siano indispensabili in ogni dieta. Specie quando la abbiniamo ad altri cibi salutari (verdure, legumi, ortaggi e olio di oliva) della Dieta Mediterranea. La digeribilità della pasta e delle sue varianti – come quella integrale – ne fanno un alimento versatile, adatto ad ogni età e alle esigenze di chi segue, per scelta o per necessità, regimi alimentari particolari.

3. ACCESSIBILE – Il costo medio di un piatto di pasta è veramente ragionevole. Con 45 centesimi di Euro ci si può preparare una porzione di spaghetti al pomodoro.  Con la spesa di un pieno di benzina, circa 70 euro, un italiano ha un piatto di pasta assicurato per 6 o 8 mesi…

4. PRATICA – Bastano 15 minuti per portarne in tavola un piatto gustoso e completo. Non solo si sposa con ogni ingrediente e condimento ma è anche comoda da trasportare e conservare: è leggera, occupa poco spazio, non soffre né caldo né freddo, può essere conservata per mesi in dispensa senza che questo alteri le sue proprietà organolettiche.

5. SOSTENIBILE – Alfiere della cucina di recupero, in cui gli avanzi possono trasformarsi nel condimento ideale, la pasta ha visto diminuire, negli ultimi anni, il costo ambientale di produzione. L’impronta ecologica* di una porzione di pasta (80 grammi) è minima: 1 m² globale). Inoltre, il suo packaging permette un recupero al 100% dei materiali d’imballaggio.