Marchi a tutela del food: sono quasi 8 mila nei primi sei mesi del 2019 (quasi 44 al giorno) i depositi italiani che riguardano varie categorie del settore food, dai formaggi al riso, dalla frutta fresca alle bevande e ai vini. Si tutelano soprattutto caffè, tè, pane, pasta, gelati, miele: oltre 2 mila i marchi depositati, seguono carne, pesce, olio, uova e latticini con 1.791 (+5,5% rispetto allo stesso periodo del 2018) e bevande alcoliche con 1.681 (+3,4%). Le invenzioni e i modelli di utilità sono circa 200 in sei mesi. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, sui depositi di marchi e brevetti (invenzioni e modelli di utilità).

“Anche nelle relazioni commerciali internazionali, come si osserva proprio in questo periodo di tensioni commerciali tra gli Stati, la tutela del corretto andamento del mercato e il contrasto a forme di contraffazione e imitazione fraudolenta sono sempre maggiormente importanti -ha dichiarato Luca Bertoni, Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Presidente del Comitato Provinciale per la lotta alla contraffazione. Una migliore conoscenza del fenomeno della contraffazione alimentare è la prima forma di tutela per i nostri prodotti, anche al fine di preservare un valore commerciale che risulti adeguato alla loro qualità. La Camera di commercio continuerà a vigilare sull’andamento del mercato per favorire la correttezza delle transazioni e permettere alle nostre imprese di espandersi sui mercati esteri”.

28 ottobre a  Lodi convegno su agroalimentare e contraffazione in Camera di commercio. Garantire una corretta informazione e permettere di conoscere le forme di tutela più efficaci sono tra le azioni che la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi mette a disposizione delle imprese. La politica dei marchi e delle invenzioni tutelate rappresenta poi un ulteriore strumento di promozione del Made in Italyhttp://servizionline.milomb.camcom.it/eventi/seminari/settore-agroalimentare-contraffazione-del-made-in-italy-sede-di-lodi/1323

Le eccellenze italiane del settore agroalimentare, contraddistinte dal marchio Made in Italy, – spiega Giovanni Benedettimembro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e direttore di Coldiretti Lombardia – sono da sempre riconosciute in tutto il mondo.  Nel nostro settore negli ultimi anni si è tuttavia riscontrato un forte aumento di prodotti colpiti dal mercato della contraffazione, che danneggia i produttori nazionali: basti pensare che è salito ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un incremento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio. Come Camera di commercio e Coldiretti puntiamo a  difendere la qualità delle nostre imprese e diamo voce agli operatori, anche con iniziative come questo convegno”.  

Le invenzioni tutelate nei settori del food. Dall’apparecchio scuotitore per la raccolta della frutta dagli alberi a quello per la pulitura delle croste di formaggio, dal procedimento per la coltivazione delle alghe alle schiume alimentari aromatizzate, dalla macchina per pulire angurie e zucche a quella spiedinatrice per produrre spiedini rustici a ciclo continuo. Ci sono anche il processo per la concentrazione del succo di melograno, la bevanda alcolica alla cannella, il dispositivo per la conservazione del vino in bottiglia e quello per i tartufi freschi. Sono circa 500 all’anno le invenzioni dedicate al settore agroalimentare e delle bevande in Italia. Oltre 5 mila in dieci anni. Nei primi sei mesi del 2019 se ne contano invece circa 200. Riguardano soprattutto l’agricoltura, l’allevamento e la pesca (circa 4 mila), i procedimenti e apparecchi per la cottura (quasi 700), la lavorazione delle carni e del pesce, gli alimenti conservati, il vino e le bevande alcoliche (ognuno con 200 invenzioni circa). Il biennio 2015 e 2016 è quello con più depositi.

Milano è la capitale dell’innovazione nel food con oltre 400 brevetti concessi (sui depositi fino al 2015), seguita da Bologna, Torino e Roma con quasi 200. Superano i 100 anche Padova, Verona e Vicenza.