È il festival di giornalismo organizzato dalla rivista Internazionale l’occasione per far luce sulla crisi dell’export delle pere.

Più di 250 ospiti provenienti da 38 paesi e da 5 continenti per 250 ore di programmazione e 122 incontri, questi i numeri della XIII edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e dal Comune di Ferrara iniziato venerdì 4, che si concluderà Domenica 6 ottobre.

Proprio questa cornice offre l’occasione per trattare un tema cruciale del settore ortofrutticolo, ne parla il Presidente di CSO Italy Paolo Bruni, in rappresentanza del Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP:

«Le pere IGP dell’Emilia Romagna – ha ricordato Bruni – non sono solo straordinari frutti autunnali pieni di gusto e proprietà nutrizionali ma rappresentano anche una vera e propria bandiera del made in Italy nel mondo. Sono coltivate esclusivamente in aree storicamente vocate tra le quali spicca Ferrara, che rappresenta la culla mondiale della produzione di pere seguita in Italia da Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ravenna».

Il patrimonio produttivo della pericoltura emiliano romagnola è una delle voci più significative del PIL nazionale, rappresenta quindi un importante traino per l’export agroalimentare.

«Una bandiera che rappresenta i produttori italiani – continua Bruni – ma che quest’anno sta vivendo una crisi drammatica legata alla presenza massiccia di un maledetto insetto alieno, la cimice asiatica, che si accanisce sulle colture di pere. Una crisi che rischia di mettere in ginocchio il settore».

Dal Festival di Ferrara si fa forte la chiamata a unire le forze e le competenze per sostare un’economia territoriale legata a un frutto che qui trova la sua culla.