Il tasso di coinvolgimento esercitato dagli influencer di Instagram (i cui dati personali erano stati resi accessibili per errore qualche mese fa) sui propri follower sembrerebbe aver subito una dura battuta d’arresto: anzi, pare proprio che negli ultimi tre anni sia decisamente colato a picco.

Ad affermarlo, un’indagine firmata da Mobile Marketer e basata sui dati di InfluencerDB. Secondo quanto emerso, le timeline di Instagram, ovvero le bacheche su cui scorrono le foto e i video dei profili seguiti, sarebbero talmente affollate di post sponsorizzati (ovvero quelli legati a eventi, prodotti o servizi promossi dagli utenti più popolari dietro accordi di varia natura con i brand, controverso tema su cui anche l’Agcom italiana si era espressa nel 2017) da non riuscire più a catturare l’attenzione degli utenti.

I dati parlano chiaro: rispetto al 4% di tre anni fa, l’engagement dei post sponsorizzati è crollato al 2,4%, accompagnato dall’engagement dei post non sponsorizzati che nello stesso periodo è parimenti crollato dal 4,5% all’1,9%. In generale dunque, i post sponsorizzati continuano a generare un interesse maggiore rispetto a quelli non sponsorizzati, forse anche perché gli influencer investono più energie nel renderli appetibili, senza contare che tali contenuti vengono favoriti dall’algoritmo del social network.

Il declino riguarda tutte le aree tematiche, dai viaggi al beauty, passando per fashion, food, lifestyle, sport e fitness. Il criterio di misura dell’engagement mette in relazione il numero medio dei like di ogni post su Instagram con il numero di follower che segue un determinato profilo, e i risultati non sono particolarmente incoraggianti.

Anche gli influencer di viaggi, che generalmente raggiungono i tassi di engagement più elevati, hanno infatti registrato un drastico calo di coinvolgimento nei loro follower, e il tutto in un solo anno: sono passati da un engagement medio dell’8% nel 2018 a un 4,5% nel 2019. Forse che, come ipotizza The Next Web, gli utenti si siano stufati di vedersi propinate foto di posti paradisiaci mentre si trovano in ufficio il lunedì mattina?

Il calo però non ha colpito tutti gli influencer nella stessa misura, e anzi sembra procedere in base a un rapporto inversamente proporzionale rispetto al numero di follower, forse per via di un rapporto più stretto con il pubblico da parte dei microinfluencer.

Secondo quanto riportato da Mobile Marketer infatti, il coinvolgimento suscitato dagli influencer con almeno 10.000 follower si attesta sul 3,6% a livello mondiale, mentre sale al 6,3% per gli influencer con follower compresi tra le 5.000 e le 10.000 unità e sale ulteriormente all’8,8% per gli influencer che contano tra i 1.000 e i 5.000 follower.

Che sia dunque la fine dell’era degli influencer di Instagram? O si tratta piuttosto di un semplice assestamento, una “selezione naturale” dovuta alla crescente congestione di post sulla piattaforma? Di sicuro la moltiplicazione di account più o meno veridici, l’intasamento delle bacheche e la scarsa chiarezza nella gestione di alcune attività commerciali hanno influito sulla scena attuale, e sono elementi di cui chi investe in visibilità dovrà tenere conto. (Fonte HdBlog)