Una realtà produttiva radicata nel territorio ma dal piglio moderno e dallo stile contemporaneo: è questa Cantina Imperatori, una giovane azienda vitivinicola di Frascati. Alla guida Lorenzo Imperatori che, insieme alla sua sua famiglia e un team esperto di collaboratori, ha deciso di dare vita a questo importante progetto. “L’idea è quella di ricercare la massima qualità nei vini prodotti senza compromessi. Dove la qualità è espressione organolettica ma anche riconoscibilità e tipicità dei prodotti in un’area con elevate potenzialità e con tradizioni vinicole millenarie – afferma Lorenzo e prosegue – siamo fermamente convinti che la qualità di un vino si possa ottenere attraverso una scrupolosa attenzione ai particolari tecnici nel vigneto e in cantina”.

Posizionata a Sud di Roma, nel Comune di Frascati, l’azienda sorge in un terreno particolarmente vocato – già i romani seppero apprezzare queste terre circa 2000 anni fa, tanto che il vino era uno dei principali volani economici della zona – che è stato acquistato dalla famiglia Imperatori nel 2009 e, dopo due anni di permessi e scrupolosi studi sulla stratificazione, è stata piantata la prima vite. I lavori strutturali si sono conclusi definitivamente nel 2016 con l’inaugurazione della Cantina, una struttura in pietra, curata in ogni dettaglio che ben si integra con il paesaggio circostante e che è stata progettata e realizzata con moderne tecnologie a basso impatto ambientale. Attualmente l’azienda è certificata biologica per la produzione di olio ed è in conversione per la produzione di uve.

“Nel produrre i vini ciò che ricerchiamo è in primis l’eleganza. Eleganza del gusto e eleganza del packaging: sobrio, solido. Vogliamo farci conoscere ed essere presenti sul nostro territorio e, soprattutto, far vivere la cantina a tutti organizzando eventi privati e trasmettere la passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro. Un altro obiettivo a lungo termine è quello di affacciarci sui mercati esteri più importanti quali Asia e America”. Tra i prossimi appuntamenti segnaliamo la partecipazione al Vinitaly 2019, nell’area dell’Arsial nello stand n.10.

LA ZONA DI PRODUZIONE
Il terreno su cui sorge Cantina Imperatori è di origine vulcanica, originatosi dall’eruzione del vulcano laziale iniziata circa 500.000 anni fa. La roccia di riferimento è il basalto: questa è una pietra dal colore grigio scuro, molto dura e ricca di elementi minerali che, attraverso l’azione del tempo, dell’acqua e del sole, si disgrega e rilascia nel terreno elementi minerali, conferendo ai vini caratteristiche uniche come complessità e sapidità difficilmente ottenibili in altre zone della regione. “La mineralità e l’acidità dei vini è dovuta in particolare alla presenza di fosforo, magnesio, potassio e calcio che donano ai nostri vini anche una discreta longevità. I terreni sono, inoltre, molto ricchi di scheletro (sassi) che garantiscono un ottimo drenaggio delle acque permettendo alla vite una crescita equilibrata e una maturazione ottimale delle uve” precisa Enrico Carli, l’agronomo di Cantina Imperatori.

I VINI
Il progetto di Cantina Imperatori è legato a doppio filo al territorio di Frascati. Da una parte c’è la voglia di riscoprire le varietà coltivate nelle campagne romane prima dell’invasione della fillossera, da qui la volontà di impiantare due vitigni autoctoni come il Cesanese di Affile e il Trebbiano Verde; dall’altra la volontà di introdurre due varietà internazionali come il Viognier e il Cabernet Sauvignon, per cercare di trasmettere le peculiarità di questo territorio.

L’azienda ricopre una superfice vitata di 5 ettari (e 3 ha in affitto utilizzati solo nelle annate migliori), equamente divisi tra bacca bianca e rossa; la quantità di uva prodotta è di 390 quintali annui. Le bottiglie prodotte sono attualmente 42.800. Tra i rossi, allevati a cordone speronato, abbiamo il Cesanese di Affile, un vitigno autoctono del Lazio coltivato da sempre nel territorio ma riscoperto qualitativamente solamente negli ultimi anni. Cantina Imperatori produce 8.400 bottiglie di Cesanese IGT Lazio che viene affinato in botte di rovere di slavonia, un’impeccabile versione giocata tutta sulla piacevolezza.
Due anni in tonneau di rovere francese per il Cabernet Sauvignon che presenta note di frutti rossi e decisi sentori di spezie.

I bianchi, allevati a guyot, si presentano al palato sapidi e freschi con un buon corpo e un finale persistente. Per il suo profilo aromatico e una marcata mineralità di sottofondo, il Trebbiano Verde, molto simile al Verdicchio, è oggi oggetto di una profonda rivalutazione nel territorio dei Castelli. Dai sentori di agrumi e frutti esotici il Viognier, già particolarmente apprezzato dagli addetti al settore. Tra i progetti in cantiere c’è il primo imbottigliamento di metodo classico a base Cesanese prevista per il mese di giugno. Una piccola produzione di 1000 bottiglie, iniziata per la volontà di interpretare questo antico vitigno in maniera originale; la fermentazione malolattica e l’affinamento di almeno ventiquattro mesi conferiscono eleganza e complessità, caratteristiche tipiche di questo vitigno. Tra i prodotti anche una Grappa Invecchiata dodici mesi in legno, ottenuta dalla collaborazione tra l’azienda Imperatori e le distillerie Berta, con un sistema di distillazione discontinua in caldaie di rame a vapore.

IL PROGETTO DELLE ANFORE
Dal 2016, Lorenzo Imperatori insieme ad Angelo Giovannini, l’enologo dell’azienda, portano avanti un progetto di vinificazione e affinamento in anfora. Antichissima pratica enologica, l’anfora è un contenitore che si è diffuso in tutto il bacino mediterraneo parallelamente alla nascita della vite, prima come recipiente per il trasporto e successivamente anche per la fermentazione. Dopo un attento studio e ricerca sui concetti di anfora e cottura, Cantina Imperatori si è affidata all’azienda ‘Tava’, originariamente produttrice di stufe in ceramica che, insieme all’Università di Udine, ha sviluppato un impasto di argilla molto alto di silicati, messo poi in cottura a 1300 gradi. “Dai nostri studi è emerso che l’anfora permette infatti un affinamento senza interferenze gustative e olfattive rispetto al legno. In questo modo la varietà si esprime senza filtri” spiega l’enologo.