Presentata oggi a Milano nella straordinaria cornice della Sacrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie la settima edizione di Tuttofood in programma a Fiera Milano dal 6 al 9 maggio 2019.

Insiema a Fabrizio Curci, ad di Fiera Milano, presenti Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane Comune di Milano, Giuseppe di Martino, ad Pastificio di Martino, Paolo de Waal, ad Vandrie Italia

TUTTOFOOD si conferma sempre più hub internazionale del sistema agroalimentare e del cibo di qualità, in grado di creare sinergie e accorciare le distanze tra i Paesi del mondo.

Racchiudere sempre di più il meglio del saper far italiano e metterlo a contatto con top buyer, favorendo al contempo anche la presenza di Paesi stranieri e imprese verso il mercato italiano. Ad oggi già 32 i Paesi confermati per la prossima edizione, con importanti e numerose aziende e collettive provenienti da Spagna, Grecia, Portogallo, Regno Unito, Cina e USA.

A conferma del carattere internazionale della manifestazione, il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha recentemente rilasciato un importante riconoscimento che attesta TUTTOFOOD quale unica manifestazione italiana nel settore agroalimentare in grado di garantire un contributo effettivo per l’export degli Stati Uniti.

Capacità di evolversi, innovandosi, ampliando in modo naturale le offerte merceologiche è il timone dell’edizione 2019. Nasce TUTTOWINE, lo spazio dedicato al vino realizzato in partnership con UIV- Unione Italiana Vini, che permette ai buyer di spaziare durante la loro permanenza in fiera dal food al beverage. Nuove anche le aree dedicate alle tradizioni nutrizionali, TUTTOKOSHER e TUTTOHALAL, che consolidano il carattere internazionale della manifestazione.

Le nuove merceologie si innesteranno nei comparti delle aree più consolidate della manifestazione. Focus sul mondo delicatessen e della gastronomia a TUTTODELI, al mondo delle conserve con TUTTOGROCERY; a TUTTOSWEET grandi conferme del mondo del dolce e dei prodotti da forno, mentre TUTTOPASTA consolida il segmento pasta secca con l’espansione dei produttori storici ed un focus sulla pasta fresca. Si caratterizzano per le new entry TUTTOFROZEN e TUTTOSEAFOOD, le sezioni dedicate al surgelato e al prodotto ittico; e per la crescente innovazione di prodotto i due storici padiglioni dedicati ai latticini e a carne e salumi, TUTTODAIRY e TUTTOMEAT.

Debutta Evolution Plaza, il villaggio della trasformazione digitale che – assieme alla già nota Retail Plaza – guarda all’innovazione del settore agroalimentare. Una nuova area che rappresenta un’opportunità per analizzare come le tecnologie 4.0 possono aiutare la crescita del comparto. Ma Evolution Plaza è anche lo spazio dove aziende e centri di ricerca potranno sperimentare e dialogare tra loro. Si colloca in tal senso la partnership con Netcomm, consorzio del commercio elettronico italiano, che all’interno di quest’area, porterà l’eCommerce Food Lab.

Forte investimento su buyer altamente qualificati italiani ed internazionali, grazie anche al contributo di ITA/ICE Agenzia su diversi mercati chiave. L’attenzione ai buyer di alto profilo e orientati a contatti di qualità è anche rafforzata dagli accordi stretti da TUTTOFOOD con importanti associazioni d’oltreoceano come Restaurant Canada, che raccoglie i ristoranti e le catene del fuori casa canadesi e Specialty Food Association, la più importante associazione del settore negli USA.

La presentazione della prossima edizione di Tutto food è stata l’occasione per fare il punto sulle principali dimaniche dell’alimentare nel largo consumo – SCARICA QUI LA RICERCA:  Le principali dinamiche nel largo consumo (PDF)

In presenza di segnali di rallentamento a livello macroeconomico in finale di anno, come si è chiuso il 2018 in termini di andamento delle vendite e tendenze di acquisto nella distribuzione organizzata? Nel tracciare un primo consuntivo, la ricerca Le principali dinamiche dell’alimentare nel largo consumo, promossa da TUTTOFOOD e Fiera Milano SpA e condotta da IRI, indica un rallentamento delle vendite che si traduce in un +0,1% a valore, per un totale di 65,6 miliardi di euro (rispetto a 65,5 miliardi e +2,7% nel 2017) e un -0,6% a volume (contro +2% nel 2017).

L’incremento dei prezzi è stato pari al +0,7% (+0,5% nel 2017) mentre la pressione delle promozioni è rimasta invariata a quota 27,4%. A gennaio 2019, per contro, l’alimentare fa segnare uno spunto molto positivo (+4,6% in valore e +4,8% in volume) sebbene gli incrementi siano dovuti anche ai rimbalzi tecnici di calendario.

Cresce il peso del food nel carrello degli italiani

Nel dettaglio i prodotti di Largo Consumo Confezionato (LCC), fatto indice 100 il 2017, hanno chiuso il 2018 con un indice pari a 105. A questa variazione i diversi canali hanno contributo in maniera differente. Il consumatore, infatti, acquista food sempre più nei canali specializzati, nei discount e online: quest’ultimo contribuisce a questa crescita per 0,16 punti percentuali, mentre i supermercati apportano 0,45 punti e infine i discount 0,46. Nell’online va inoltre osservato che la maggioranza delle categorie dell’alimentare cresce in valore tra il 20% e il 50%, con un indice di prezzo medio superiore ai canali fisici.

Negli ultimi dieci anni (2009-2018), inoltre, il consumatore italiano ha cambiato le priorità di spesa privilegiando sempre più il Food & Beverage. Preso come indice 100 il 2009, infatti, nel 2018 il dato raggiunge quota 110 per gli alimentari e 102 per le bevande, mentre si ferma a 98 per la cura della persona e scende a 87 per la cura della casa.

Crescono freschi confezionati, gastronomia e segmento Premium

Quali le categorie merceologiche preferite dai nostri connazionali? Nel 2018 si conferma lo spostamento verso gli Alimentari Freschi confezionati: l’Ortofrutta a peso imposto cresce del 5,6% (+6,9% nel 2017) e il Fresco del 2,1% (+3,5% nel 2017).

Includendo il peso variabile, il Fresco cala a volume mentre è in leggero aumento a valore (+0,2% a 21.542 milioni di euro), grazie ad un aumento generalizzato dei prezzi. Tra le merceologie che registrano i maggiori incrementi si segnalano le uova fresche (+10,3% a 545 milioni di euro), la gastronomia a peso imposto e variabile (+6,6% a 1.703 milioni di euro) e i condimenti (+4,2% a 498 milioni di euro). Categorie, queste, che suggeriscono un crescente interesse del consumatore per i prodotti pronti ad alto contenuto di servizio. Infatti, con un fatturato di 1.311 milioni di euro, piatti pronti e specialità sono fra le merceologie con le maggiori crescite in volume (tra 0,6 e 2%). Bene anche la pasticceria dolce a peso variabile, che cresce del 3% a quota 262 milioni di euro, e la carne a peso imposto e variabile che, con un incremento pari all’1,3%, sfiora quota 5,7 miliardi (5.692 milioni di euro).

Riguardo all’offerta , spicca il segmento Premium: +2,9% con un picco del +9,9% per le marche “alte” del distributore (premium, bio, eco e funzionale). Un incremento che fa da contrappunto a quello del discount suggerendo una crescente divaricazione dei consumi verso le due estremità. In conclusione, l’alimentare è il traino della domanda di prodotti LCC che per il resto chiude l’anno con un trend negativo. Nella GDO il consumatore acquista più prodotti confezionati che sfusi, ricercando comodità e servizio, e privilegia la qualità del segmento anche se in certe occasioni può puntare al risparmio nei discount.