Nel corso della 24esima edizione di Gulfood (Dubai, 17-21 febbraio), una delle più importanti fiere al mondo sul food and beverage, un italiano, Enrico Gallorini, co-fondatore di GRS Research & Strategy, primaria società di ricerca con sedi a Dubai, Londra e Venezia, ha presentato nel corso del Gulfood Innovation Summit, l’Outlook Report 2019. Una relazione concisa di 15 minuti, che in 30 slide ha riassunto quelli che, secondo i professionisti del settore (produttori, importatori, grossisti, trader, distributori, retailer, foodservice) di ogni parte del mondo, sono i più importanti food trend globali. Ci concentriamo in questa sede solo su alcuni dei principali temi toccati dalla ricerca.

Gallorini è partito da una domanda: quali fattori impatteranno di più sulle decisioni di acquisto dei consumatori finali nel 2019? Nell’ordine, ci sono qualità, prezzo, brand, packaging, certificazione halal, sostenibilità, certificazione biologica, private label, free from, premium/gourmet, vegan. Precisiamo che la ricerca è su base mondiale, non riguarda quindi specificatamente l’Italia o l’Europa, e questo spiega come mai ci sia la certificazione halal che è praticamente sconosciuta all’italiano medio ma molto richiesta nel mondo islamico. In proposito precisiamo anche che il 55 per cento di chi ha risposto all’indagine è dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa).

Veniamo quindi alla domanda clou: quali sono i più importanti trend nel settore food and beverage? Ed ecco cosa è emerso dalla ricerca: al primo posto c’è biologico e free from (54,2 per cento dei consensi), al secondo posto c’è la private label (30,1 per cento dei consensi), al terzo posto l’etica, intesa come eco-friendly, halal e fair trade (28,3 per cento dei consensi). Seguono pubblicità e labelling “onesti” (24,8 per cento), progressiva eliminazione della plastica nel packaging, nel retail e nel food service (24,6 per cento), premium e gourmet (21,9 per cento), riduzione dello spreco alimentare (21,4 per cento), sostenibilità “farm to fork” (17 per cento), convenience e “grab-and-go” (15,4 per cento).

L’indagine ha preso in considerazione anche le opportunità di mercato. In tal caso pare che per i professionisti del settore food and beverage l’attenzione vada posta soprattutto sulla crescente domanda di ingredienti naturali e preparati salutari (30,7 per cento del consenso). Bisogna poi lavorare su nuove strategie di vendita e di marketing (13,2 per cento), sul desiderio dei consumatori di provare nuovi prodotti e nuovi sapori (11,6 per cento) e su confezioni smart che offrano varietà, freschezza e portabilità (10,8 per cento). Quali sono invece i fattori più critici per il business? La competizione sul prezzo, i costi e la volatilità delle materie prime, i tempi di pagamento, le tasse, le regolamentazioni e le incombenze burogratiche.

Fonte: Fruitbook Magazine