Il 27 febbraio 1899, in una sala del Banco di Sconto e Sete di via Ponte Reale 5 a Genova, non lontano dal Palazzo della Borsa, veniva fondata la Società Eridania, fabbrica di Zucchero. Da quel lontano giorno di fine Ottocento sono passati 120 anni e proprio grazie a quel marchio possiamo dire, come in una favola moderna, che c’era una volta lo zucchero e oggi c’è Eridania. Leader storico e marchio iconico – ne è una prova la notorietà di marca superiore al 93%* – di quel mondo della dolcificazione che proprio a Eridania deve moltissimo.

Già, perché Eridania ha davvero scritto la storia e l’evoluzione dello zucchero nel nostro Paese, addolcendo la vita di milioni di italiani con prodotti che hanno saputo rimanere fedeli al solido binomio qualità e innovazione rispondendo ai gusti dei consumatori, oggi sempre più attenti a salute e benessere, e alle tendenze evolutive del mercato.

Partendo dallo zucchero semolato bianco, infatti, è stata Eridania a diversificare per prima il proprio assortimento, arricchendolo nel tempo con le specialità di canna, i prodotti biologici e integrali, gli sciroppi e oggi anche il miele, passando per i dolcificanti intensivi e naturali a zero calorie: un assortimento che si caratterizza per la premiumness dei prodotti e per l’ampiezza e profondità di una gamma che copre tutti i segmenti. Tanto da rendere obsoleta la definizione di “mercato dello zucchero”, introducendo il concetto più ampio di “dolcificazione”.

Poteva un marchio così innovativo non essere memorabile anche in comunicazione? Ebbene sì: il nuovo millennio ha segnato una svolta anche in questo ambito, cominciando dalla rivoluzione cromatica che ha introdotto il rosso, identificato ben presto in “rosso Eridania”, a riecheggiare quello del celebre cavallino rampante. Un segno distintivo, inconfondibile e impattante per sottolineare la personalità delle confezioni.

Epici – e non avrebbe potuto essere diversamente – anche gli spot televisivi dei primi anni Duemila, firmati dai maestri dell’advertising dell’agenzia Armando Testa, che puntò su due testimonial d’eccezione. Nel 2001, toccò al vulcanico Vittorio Sgarbi farsi addolcire e ingentilire da Zefiro, lo zucchero extrafine nelle versioni bianco e di canna, ancor oggi sinonimo di una categoria “inventata” da Eridania. L’anno dopo fu la volta del maestro dell’horror Dario Argento, ideatore, direttore e protagonista dello spot, nel quale mostrava il suo lato fanciullesco e impressionabile.

Centovent’anni sono una parabola lunga: il marchio fondato a Genova nel lontano 1899 l’ha attraversata conservando la freschezza e la dinamicità di una realtà desiderosa di crescere e continuare a creare valore con il recente progetto di ridefinizione dell’architettura di marca che introduce una rinnovata e più organica segmentazione del proprio assortimento: dallo zucchero base nelle linee di zucchero bianco e di pura canna grezzo, alle specialità di canna per intenditori; dalla nuovissima linea per la dolcificazione interamente bio, vegan ok e gluten free, ai dolcificanti a zero calorie della linea Zero, e di origine naturale a marchio Truvia®, fino ad arrivare al miele. E senza dimenticare il restyling del logo e il sigillo di qualità che campeggia in tutte le confezioni.

C’è di più: fortemente radicato nel tessuto non solo economico, ma anche sociale del nostro Paese, il leader della dolcificazione da diversi anni è al fianco della comunità scientifica, attraverso il sostegno alla Fondazione ADI-Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, in risposta alle esigenze della moderna nutrizione clinica.

Ecco perché la qualità dei prodotti, la capacità di cogliere e interpretare i bisogni del consumatore, la sensibilità verso la comunità continueranno a guidare Eridania nelle sfide che la attendono in un impegnativo, ma non meno promettente futuro.

*fonte: Tracking awareness Eridania (campione 1.000 casi) – Settembre 2017