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INNOVAZIONE E ANTISPRECO PREMIANO ORTOFRUIT ITALIA. La campagna contro lo spreco alimentare dell’OP piemontese è tra i 14 selezionati dal Mipaaf

La lotta allo spreco alimentare è una delle grandi sfide del nostro decennio. Nella filiera ortofrutticola, le perdite maggiori si verificano nella fase post-raccolta, soprattutto in relazione alle referenze caratterizzate da elevata deperibilità, come fragole e piccoli frutti. Proprio in questo ambito, infatti, è particolarmente critico lo step relativo alla permanenza dei prodotti nei magazzini di lavorazione in attesa di confezionamento e commercializzazione, oltre al passaggio logistico verso la distribuzione. Fare “prevenzione antispreco” all’inizio della filiera rappresenta dunque una delle soluzioni più efficaci e, in questo, si colloca la proposta innovativa di Ortofruit Italia, l’Organizzazione di Produttori di Saluzzo (Cn), che si è posizionata tra i 14 progetti italiani finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo tra oltre 130 domande pervenute.

L’iniziativa costituisce una tappa fondamentale nel percorso “green” di Ortofruit Italia che – già lo scorso anno, con il suo mirtillo “a zero emissioni” – è diventata una case history internazionale sul tema della sostenibilità per il modello di integrazione virtuosa tra la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo sano e consapevole.
“Di qui è maturata la necessità di educare la coscienza ecologica sia da parte di chi produce, sia da parte di chi consuma – conclude Paschetta – Grazie al nostro servizio di “green marketing”, recentemente abbiamo conquistato il consumatore con una guida che unisce piccoli frutti e benessere, dalla cucina allo stile di vita, realizzata in partnership scientifica con il FAB-Fondo Assistenza e Benessere: un compendio di oltre cinquanta ricette a base di frutti di bosco, suddivise in una comoda rubricatura per temi e occasioni di consumo, e analizzate con pratici commenti nutrizionali per andare incontro alle esigenze di tutte le età, tenendo conto delle nuove intolleranze che ormai fanno parte del nostro background alimentare, per le quali la gamma dei “superfrutti” può rappresentare un’ottima opportunità per coniugare gusto e salute per 365 giorni l’anno, da cui il nostro slogan #365DaysOfBerries”.

Il progetto denominato “FULL – FrUit Long Life” – firmato dal servizio tecnico di Ortofruit Italia in collaborazione con il DISAFA-Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, qui coordinato dalla Prof.ssa Cristiana Peano – ha proposto un modello innovativo relativo alla ricerca e allo sviluppo tecnologico finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze alimentari.
“Il posizionamento alto di questo progetto premia anzitutto l’investimento in ricerca che la nostra area tecnica porta avanti da anni parallelamente all’assistenza alle 350 aziende associate – spiega Domenico Paschetta, Presidente di Ortofruit Italia – ma è finalizzato a strutturare un’innovazione di filiera grazie a una diversa gestione del post-raccolta, che consentirà di migliorare la shelf-life della nostra gamma di piccoli frutti puntando interamente sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità. Questo passaggio epocale avverrà affiancando le metodologie di conservazione tradizionali (utilizzo del freddo) alla gestione delle atmosfere di conservazione (atmosfere controllate e modificate)”.


Un risultato che sarà quindi raggiunto utilizzando un sistema ad Atmosfera Modificata Passiva (MAP) realizzato con pallet-bag costituiti da film a permeabilità controllata. Nessun intervento diretto sulla frutta, ma un lavoro sul packaging: ecco l’aspetto rivoluzionario e più apprezzato del progetto, come commenta la Prof.ssa Peano, già responsabile del Laboratorio di Ricerca Permanente attivato con Ortofruit Italia nel magazzino di Peveragno (Cn): “In questo modo sarà possibile migliorare la conservazione di una materia prima molto delicata come i piccoli frutti, garantendone al contempo la genuinità e la naturalezza originarie e soddisfacendo i requisiti desiderati dal consumatore su un periodo più lungo. Proprio l’allungamento della shelf-life porterà efficienza anche nella gestione commerciale del prodotto, con una consistente riduzione degli scarti in magazzino che sarà individuata in un 1% massimo sul prodotto conferito. Inoltre, il sistema di conservazione in pallet-bag potrà anche essere utilizzato in caso di trasporto del prodotto su lunghe distanze (es. Scandinavia e Regno Unito) mantenendo invariata la qualità del prodotto con scarti parti a zero”.

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TM

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